Vita dura per i fumatori: addio aromatizzate e pacchetti da 10

BRUXELLES – Messaggi e immagini espliciti sui rischi legati al fumo sul 65% della superficie esterna dei pacchetti, oltre alla scomparsa delle confezioni da dieci e delle sigarette aromatizzate. Sono questi i principali cambiamenti introdotti dalla direttiva sui prodotti del tabacco, che a due anni dalla sua approvazione entra in vigore in tutta Europa. Sono infatti scaduti i termini concessi agli Stati membri per trasporre la direttiva Ue nel diritto nazionale, ma non tutti sono in linea con i tempi. Solo undici Paesi hanno recepito la direttiva tabacco in maniera completa o parziale (Italia, Germania, Malta, Portogallo, Slovacchia, Belgio, Estonia, Lituania, Lettonia, Bulgaria e Regno Unito). “Abbiamo ricevuto notifiche da Irlanda e Svezia, che sono più o meno pronti. E molti altri ci stanno lavorando” specificano fonti della Commissione.

“Mi congratulo con i Paesi che hanno già trasposto la direttiva, e incoraggio un’applicazione efficace delle nuove regole in tutti gli Stati membri senza alcun ritardo. Sono convinto che questo accadrà” ha commentato il commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis. “Oggi celebriamo due tappe importanti nella lotta contro il tabagismo: la recente decisione della Corte di giustizia Ue, che ha confermato che la salute pubblica nell’Unione va oltre il mero profitto economico; e l’entrata in vigore della direttiva tabacco” ha spiegato il commissario in un incontro con alcuni giornalisti, al quale ANSA ha preso parte “il tabacco è la causa del maggior numero di decessi prematuri nell’Unione europea. 700 mila persone muoiono ogni anno per questo motivo. È come se ogni anno una popolazione più numerosa di quella maltese sparisse dall’Ue”. “Il fumo costa all’Ue 544 miliardi di euro l’anno – ha concluso Andriukaitis – una riduzione del consumo di tabacco del 2% si tradurrebbe in un risparmio annuale per il sistema sanitario Ue di circa 506 milioni di euro”.

Oltre a regolamentare i nuovi pacchetti di sigarette in maniera uniforme in tutta l’Ue, la direttiva lascia agli Stati la possibilità d’introdurre i “pacchetti generici”. Irlanda, Francia e Regno unito hanno deciso di farlo, Ungheria e Slovenia hanno notificato a Bruxelles la loro intenzione di andare verso questa strada, mentre il Belgio vorrebbe farlo nel 2019. “Personalmente sono molto felice che alcuni Paesi abbiano deciso d’introdurre i pacchetti generici – ha commentato Andriukaitis – se questa pratica verrà diffusa in tutti i paesi del mondo, avremo raggiunto un risultato molto positivo”.