SalinaDocFest a rischio

Ospiti importanti ma Regione indifferente e manifestazione esclusa dal bando Film Commission Sicilia

Michele Merenda

Giovanna Taviani
Giovanna Taviani

SALINA – «Ora basta con gli appelli!». Questo il commento a caldo di Giovanna Taviani, regista nonché ideatrice e direttrice del SalinaDocFest (festival del cinema-documentario che da anni si svolge a settembre nell’isola di Salina), con cui si denuncia lo stato di abbandono in cui a parer suo è stata lasciata la manifestazione eoliana. Il motivo è presto detto. «Dopo il silenzio dell’ Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo sul bando delle attività direttamente promosse – ha dichiarato la Taviani – è arrivata in questi giorni la notizia dell’esclusione del SalinaDocFest anche dal bando finanziamenti della Film Commission Sicilia, per una valutazione della commissione sulla quale ci prepariamo a presentare ricorso.

Un atto di cui non comprendiamo le ragioni – ci ha tenuto a precisare la regista –, che rischia di compromettere l’esistenza di un festival giunto alla sua VIII edizione, ormai affermatosi in Italia e nel mondo come una delle più importanti e qualificate espressioni culturali della regione, in un territorio strategico per tutto il turismo siciliano. Si tratta – ci ha anticipato – di una vera e propria doccia fredda, arrivata mentre stanno confermando la loro partecipazione a questa edizione (23/28 settembre 2014) tanti ospiti prestigiosi (tra cui l’attrice iraniana Golshifteh Farahani, la scrittrice Nahal Tajadod, Irene Grandi, Moni Ovadia) e il festival si prepara ad organizzare una conferenza stampa di presentazione nazionale alla Mostra del Cinema di Venezia, nello spazio Cinecittà Luce.

Fin dal suo esordio nel 2007 – ha poi spiegato Giovanna Taviani –, il SalinaDocFest ha dedicato al territorio e al suo coinvolgimento un’attenzione speciale. Proprio per questo abbiamo voluto che la manifestazione si svolgesse alla fine di settembre: un periodo dell’anno solitamente segnato dall’abbandono e dall’isolamento. Non a caso, in questi giorni abbiamo lanciato anche un nuovo video contest, rivolto ai giovani di tutte le isole minori italiani e intitolato “Isolani sì, Isolati no!”: un appello per la difesa di un patrimonio di immenso valore, oltre che per la tutela dei diritti degli uomini e delle donne che lo abitano. Grazie al nostro festival e alla sua campagna di informazione, Salina è tornata alla ribalta della scena culturale nazionale e internazionale, diventando ogni anno, per una settimana, la capitale del documentario narrativo.

Con uno storico di oltre 1.500 film iscritti e 300 proiettati, 1.000 tra registi e produzioni provenienti da 12 paesi, 200 giornalisti accreditati, una copertura stampa straordinaria, una massiccia presenza sul web, partner consolidati in Francia, Germania, Gran Bretagna, Slovenia, Spagna, Marocco, Tunisia, Brasile, Usa, il SalinaDocFest ha conquistato una posizione di primo piano tra le manifestazioni italiane. Un movimento di persone e di idee che contribuisce a una vera e propria “mission” etica, sociale e culturale – ha concluso – e alla valorizzazione di quel patrimonio universale che sono le Isole Eolie. Le stesse isole di fuoco che in passato hanno ispirato i grandi padri del cinema italiano, come Rossellini, Antonioni, De Seta, i fratelli Taviani, fino a Nanni Moretti e Massimo Troisi».