Seus, 118: ” non ci sono operatori pagati per non lavorare”

amb“Chi sostiene che mille operatori del 118 siano pagati senza lavorare e li definisce addirittura “nullafacenti” dice una menzogna che diffama la nostra azienda e i suoi lavoratori, e per questo valuteremo il ricorso alle vie legali contro chi non dovesse rettificare questa palese e grave falsità”. Lo afferma Angelo Aliquó, direttore generale della Seus, società partecipata della Regione e cogestore del servizio di emergenza- urgenza 118 in Sicilia, intervenendo su notizie diffusa da alcuni organi di stampa.

“Gli autori citano alcune inchieste della Corte dei Conti ma ne fraintendono il contenuto o addirittura fanno confusione con indagini del passato. Nel passaggio dal vecchio gestore (la Sise) alla Seus l’esubero di personale- causato dalla decisione di ridurre a una sola unità il numero dei soccorritori per ambulanza invece dei due presenti in altre Regioni- era di circa 500 operatori, come scrive la stessa Corte dei Conti in un’indagine del 2011 sul 118 in Sicilia. Vi stiamo facendo fronte, così come previsto dal piano industriale, impiegando gli addetti in sovranumero in convenzioni esterne per lo svolgimento di servizi aggiuntivi presso le Asp e gli ospedali. Tutti i nostri operatori, quindi, sono al lavoro: in gran parte nel servizio 118 ed i restanti, dopo essere stati riqualificati come Operatori socio sanitari, in convenzione con le aziende socie. Altro che mille “nullafacenti”…

La Seus prosegue: “È già noto e non abbiamo difficoltà a ricordarlo che nei primi mesi di vita della Seus e in attesa che entrassero a regime le convenzioni esterne per smaltire l’esubero, alcuni operatori hanno accumulato debito orario verso l’Azienda, ma riguardo a ciò sottolineiamo che sono in atto misure di recupero concordate con i sindacati.

La Seus sta voltando pagina rispetto alle innegabili criticità ereditate della passata gestione del 118 e lo sta facendo anche grazie alla professionalità e al grande senso del dovere dei propri operatori, che ogni giorno salvano decine di vite e non meritano la campagna di denigrazione a cui sono sottoposti con uno stillicidio di notizie false e diffamatorie. Ancora molto c’è da fare ma l’impegno é quello di dare in breve tempo un’immagine nuova e corrispondente al reale valore del servizio offerto agli utenti”.

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