Sanità : si dimette l’assessore De Luca, per Fonti bisogna dimettersi tutti, per Biviano deve dimettersi Razza

Consiglio comunale : la maggioranza mantiene le distanze, Sindaco proroga chiusura scuole

L’assessore alla sanità del Comune di Lipari , Tiziana De Luca, ha comunicato le sue dimissioni dall’incarico nel Consiglio comunale di questo pomeriggio per protesta sulla situazione che riguarda l’ospedale dell’isola. Criticato anche il mancato sostegno dei sindaci di Salina. La Regione sulla questione è un muro di gomma. De Luca ha ricevuto la solidarietà dei consiglieri, spiazzati dall’annuncio. Nelle dichiarazioni successive rilasciate a Controcorrente eoliana ha tirato in ballo anche Riccardo Gullo, attuale vicesindaco di Leni e candidato a Sindaco di Lipari: ” non ha mai voluto fare quadrato e squadra con il comune di Lipari rispetto alla sanità che è di tutti” ha detto. A farle rassegnare il mandato anche l’attacco di oggi della dirigente scolastica Fanti. Il consigliere Fonti ha ricordato che se l’assessore Razza e il presidente Musumeci non fossero venuti a Lipari per affrontare l’argomento tutto il Consiglio sarebbe dovuto andare a casa.

” Bisogna mettere il punto- ha detto Fonti- bisogna presentare un ordine del giorno per richiedere di dimissioni dell’intera giunta e dell’intero consiglio comunale. Questa è una lenta agonia, di fronte ad un Presidente che non viene e che in 48 ore fa un vincolo sulla cave di pomice. Basta ! Non è più possibile andare avanti così. I manifestanti da un lato ci chiedono di metterci da parte e dall’altra di determinarci. Cosa mi sono perso ? Oggi quando andate a parlare con il sottosegretario Costa dovete dirgli che non avete la maggioranza. I consiglieri Pajno, Mollica e Pellegrino hanno capito per tempo che qualcosa non andava”.

Il presidente Giacomo Biviano : ” è un peccato sentire dire all’assessore De Luca che si dimette. Si è beccata anche una bella denuncia per difendere l’ospedale. E’ una perdita per la comunità e di sicuro non sarà rimpiazzata da qualcuno migliore. Io di queste dimissioni ne ho viste in passato : purtroppo non abbiamo ottenuto grandi risultati. Non è che domattina riapriranno o potenzieranno l’ospedale di Lipari. Non essendoci più nessuno che ribatterà a livello politico e mediatico ne approfitteranno maggiormente. Questo è il momento più sbagliato per le dimissioni, c’è anche il problema Vulcano. Invito l’assessore De Luca a riflettere perchè il nemico è un altro . A Fonti : ” ha sbagliato interlocutore, bisogna chiedere a chi ci governa a livello regionale di dimettersi, cioè all’assessore Razza. E’ lui che ha sbagliato , è lui che ci ha ignorato. Con il presidente Musumeci”.

Il vicesindaco Orto : “sono stato colto di sorpresa dalle dimissioni della collega De Luca , spesso si diventa capri espiatori quando non ci sono responsabilità. Sono dispiaciuto, non è una sconfitta dell’assessore, evidentemente ha raggiunto l’apice, non ce l’ha fatta più. I colpevoli a Palermo spesso ci deridono e me ne sono accorto in vari incontri. Io sono disponibile a lottare ma la politica deve rimanere fuori. Se questo sarà fatto con trasparenza io sarà in prima fila”.

Il consiglio è stato aggiornato a martedì 14 dicembre alle 10,00.

Di seguito il comunicato letto oggi in consiglio dal presidente Giacomo Biviano e inviato alla Presidenza dal comitato per l’ospedale

“L’ OSPEDALE DI LIPARI NON SI TOCCA”
COMUNICATO per il Consiglio comunale di LIPARI – (1 dicembre 2021)

Sig. Sindaco, sig. Presidente del consiglio, sig.ri Assessori, sig.ri Consiglieri comunali
circa dieci anni fa, quando cominciò il processo di smantellamento dell’Ospedale di Lipari (unico in tutto l’arcipelago Eoliano), nessuno poteva immaginare che saremmo arrivati alla situazione odierna.

Il primo reparto che venne smantellato fu il reparto Ostetricia e Ginecologia con la conseguente chiusura del nido.
Da quella data tutte le scelte fatte in seguito sono state improntate al depotenziamento, riducendo drasticamente i posti letto, non sostituendo il personale che andava in pensione o che veniva trasferito.
L’attività chirurgica è stata ridotta alle sole “emergenze” e l’attività di ricovero ridotta e via via limitata alla sola cura dei pazienti cronici.
In questi giorni il Direttore Generale dell’Asp di Messina, in un articolo su “La Sicilia”, reitera le promesse di coprire le posizioni sanitarie scoperte, comprese quelle di ostetricia, per “eventuali” parti in sicurezza, compatibilmente agli iter tecnici e burocratici, e questo mentre chiudeva la camera iperbarica persino alle emergenze.

Gli Eoliani non vogliono più essere presi in giro e chiedono azioni forti e tangibili.
BASTA con le promesse sempre disattese!

Infatti in questi anni di concreto nulla è stato fatto per riportare l’Ospedale di Lipari alla sua piena funzionalità e per garantire almeno i servizi essenziali ai cittadini, che hanno continuato a soffrire, a rischiare, a vedere negato il proprio diritto alla cura e alla salute e, purtroppo, anche a morire.

Una fetta della popolazione eoliana, come gli anziani e le persone con disabilità, con difficoltà maggiori a spostarsi, è costretta a rinunciare sia alla prevenzione che alle cure per motivi di costo, distanza o liste d’attesa.
Un paziente con un’embolia non può essere trasportato in elicottero, ma solo con l’aliscafo. Ce la fa ad arrivare vivo presso una struttura sulla cosiddetta terra ferma? E se c’è maltempo e mare grosso?

Chi vive sulla terra ferma può curarsi in sicurezza perché si può spostare, noi isolani NO!

Tanti piccoli Ospedali, soprattutto quelli delle isole minori, hanno subito lo stesso “trattamento”, senza assolutamente tenere conto del tipo di territorio, e la pandemia ha aggravato la situazione.

La nostra sicurezza e la nostra vita non possono essere legate unicamente ad un volo di elicottero e ad un posto letto libero in un altro presidio, che spesso non c’è e deve essere elemosinato, ma anche per noi deve essere legata al rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (che comprendono la gravidanza e la nascita).

Abbiamo una camera iperbarica a Lipari. Sarebbe utile per moltissime cure, ma anche per le emergenze legate all’embolia (pensate ai sub), ma il servizio é chiuso per mancanza di personale: non ci sono anestesisti!

Da circa due mesi, con l’emergenza delle emissioni gassose nell’ isola di Vulcano, tutte le misure adottate vedono il coinvolgimento di personale e strumenti provenienti dalla Sicilia. Tutto questo, oltre all’ enorme dispendio di risorse economiche, sottopone gli abitanti, già in condizioni di grande difficoltà e rischio, ad ulteriori sacrifici e pericoli. Se l’Ospedale fosse al pieno della sua attività e funzionalità tutto questo potrebbe essere evitato o limitato di molto.

Il comitato spontaneo L’Ospedale di Lipari non si tocca, vista l’ inadeguata risposta della Politica e dei responsabili della sanità regionale, ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica e  alla Prefettura,  che ha visto una grandissima partecipazione della popolazione eoliana.
In poco tempo abbiamo raccolto oltre 3280 firme, la metà degli aventi diritto al voto nelle isole Eolie, e insieme alle firme abbiamo raccolto dagli abitanti tutta l’ amarezza e la frustrazione per la negazione di un diritto fondamentale per le loro vite. Rabbia, rancore, rassegnazione, umiliazione, sfiducia, sofferenza nelle loro parole e nei loro sguardi.

Non siamo INVISIBILI
Non dimenticheremo questa esperienza e insieme porteremo avanti questa battaglia

ed è per questo che ci rivolgiamo a tutti voi per chiedere iniziative e azioni concrete perchè:
 • ci venga restituita l’assistenza sanitaria: vogliamo tornare a nascere e a curarci nelle Eolie, vogliamo che non venga più  messa a rischio la nostra vita
    • ci venga ridato un Ospedale degno di tale nome, in cui siano garantiti i LEA e solo le emergenze siano curate fuori, e non il contrario
    • si trovi un giusto equilibrio tra strutture ospedaliere centralizzate di alto livello e strutture ospedaliere decentrate, per tutelare le persone che vivono in aree disagiate.

Continuare a rimanere sordi e ad ignorare l’urlo della comunità eoliana renderà TUTTI i responsabili politici, a tutti i livelli, responsabili della vita e dello spopolamento di queste isole.