Rischi degli scarichi dei dissalatori : occorre colmare il vuoto legislativo

Alla luce degli studi presentati sui casi di Lipari, Vulcano, Ventotene, Ustica, e confermate le ipotesi d’impatto reale degli scarichi di salamoia sulla biodiversità marina, il “decalogo” per il problema dell’approvvigionamento idrico mediante dissalazione, illustrato al convegno, chiede a tale scopo di: 1) ridurre le necessità della dissalazione azzerando le perdite nelle condotte e verificando le alternative; 2) definire i requisiti di qualità dell’acqua dissalata; 3) monitorare lo stato degli ecosistemi marini nelle aree interessate dai dissalatori; 4) ricondizionare l’acqua prodotta; 5) definire le localizzazioni idonee per le opere di presa; 6) separare la salamoia dal residuo di lavaggio delle membrane; 7) sversare la salamoia a mezzo condotta a distanza dalla costa (preferenzialmente in aree meno sensibili a oltre un miglio dalla costa e sotto il termoclino); 8) definire le modalità di controllo di processo; 9) regolamentare gli scarichi del processo di dissalazione; 10) inserire, nella normativa, la VIA – VAS – VIS per i dissalatori e l’indicazione di procedere ad una preventiva analisi del rapporto costi/benefici.

Questo quanto emerso dal convegno tenutosi al Senato della Repubblica, dal tema “Aree Marine Protette ed ecosistemi marini: patrimoni da tutelare. Valutazione d’impatto ambientale e sanitario per i dissalatori e qualità delle acque”, promosso da Fondazione UniVerde e Marevivo, in collaborazione con IdroAmbiente e in media partnership con Italpress e TeleAmbiente.

Nel corso del convegno, moderato da Loredana Errico, giornalista di Adnkronos Prometeo, sono state illustrate le relazioni tecniche di esperti in materia dei processi di dissalazione dell’acqua di mare, in particolare focalizzando l’attenzione sulle fasi pre e post-trattamento e sulle conseguenti implicazioni sull’ecosistema marino. Temi che sono stati dibattuti da Roberto Danovaro (Presidente Stazione Zoologica Anton Dohrn Napoli), Paolo Galli (Direttore MaRHE Center Maldive – Marine Research and High Education Center, Docente di Ecologia all’Università degli Studi di Milano Bicocca), Marco Trifuoggi (Docente di Chimica analitica forense, Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Francesco Aliberti (Docente di Igiene e Gestione del rischio all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”), autore del decalogo presentato nel corso dei lavori.

Le relazioni tecniche hanno evidenziato le lacune dell’attuale legislazione in materia ambientale, che non include alcun riferimento alla dissalazione, né evidenzia quali possano essere i limiti parametro che lo scarico della salamoia, nei corpi ricettori costieri, debba rispettare, sia in merito all’aumento di salinità generato che ai prodotti chimici utilizzati per la gestione degli impianti.