Pavone risponde sulla scuola di Quattropani con le previsioni di un disegno di legge

Riceviamo dal sindacalista Bartolo Pavone, in risposta a Bartolo Beninati, e pubblichiamo, ricordando allo stesso Pavone e ai lettori, che ” La Buona scuola” ad oggi resta un disegno di legge:

Carissimo Bartolo,

Bartolo Pavone
Bartolo Pavone

premesso che quando rispondo a domande su problemi di natura scolastica, le mie dichiarazioni sono sempre dettate da fatti concreti, accompagnati da norme e documenti che attestano le mie conoscenze in materie scolastiche e non da chiacchiere da cortile; visto che i miei suggerimenti e i miei consigli non vengono tenuti in considerazione, ho deciso di mettere fine a questa vicenda, pubblicando la prima parte del documento DEF riguardante la riforma “ La Buona Scuola “, al fine di evitare altre discussioni non vere e che possono sfociare in polemiche fastidiose. Ripeto, per l’ultima volta: secondo me, il dirigente scolastico prof. Renato Candia può fare tanto per garantire l’apertura della sezione di prima media a Quattropani. Ecco, perché: Leggi e fai leggere a chi di competenza.

Il Documento di Economia e Finanza dedica una scheda (n. 52) alla Riforma del sistema nazionale d’istruzione e formazione. Ecco la prima parte: A marzo 2015 il Governo ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, c.d. “ La Buona Scuola ” (1-2). Il disegno di legge consente di realizzare pienamente l’autonomia scolastica, assegnando maggiori strumenti ai presidi per gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito dal prossimo anno scolastico attraverso un piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze più dannose, anno dopo anno, per la continuità della didattica.

Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali.

Sono affidati nuovi e maggiori poteri gestionali al dirigente dell’istituto scolastico. I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.

Il disegno di legge dà il via libera a un piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100.000 insegnanti saranno assunti a settembre 2015. Dopo tale data le assunzioni avverranno solo per concorso.

Il disegno di legge prevede il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua).

Vengono potenziate poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Nel progetto de La Buona Scuola viene dato maggiore spazio all’educazione ai corretti stili di vita e allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media). Alle superiori, il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti.

Al fine di favorire l’alternanza scuola-lavoro, sono previste almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei da svolgere sia in azienda, che in enti pubblici. A disposizione un fondo, a regime, di 100 milioni all’anno a partire dal 2016. Circa 90 milioni vengono stanziati per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.

Il disegno di legge interviene anche sulla dimensione delle classi. I presidi hanno il potere di derogare alle regole attuali: utilizzando l’organico in modo flessibile potranno evitare la formazione di classi troppe numerose.

( La nota prosegue con un chiarimento unilaterale dei rapporti professionali intercorsi tra Pavone e il preside Candia che riteniamo , poco o nulla, c’entrino con il problema attuale della scuola di Quattropani. P.P.)