Lampo : Non chiediamo mica la luna…solo un porto sicuro

di Christian Lampo

Mercoledì scorso (per la cabala era il “13” ottobre) a causa di condizioni meteo-marine avverse, raggiugere le Eolie da Milazzo, è stata una impresa quasi titanica. Brevemente, il diario di bordo che rende bene l’involuzione da passeggeri a pellegrini. Partiti (fatti i debiti scongiuri) alle ore 18:15 circa, da Milazzo, con aliscafo “Emma Morace”, trascorsa più di un’ora di navigazione, il Comandante, dopo aver provato inutilmente ad attraccare a Vulcano, raggiungeva “finalmente” Lipari.

Pregustavamo già la gioia dell’arrivo, quando lo scoramento prendeva il sopravvento nel sentire l’annuncio, del personale di bordo, il quale ci informava che, a causa delle condizioni proibitive del mare e la “mancanza” di condizioni, che garantivano l’approdo in sicurezza presso lo scalo di “sottomonastero”, si decideva (obtorto collo) di invertire la rotta e fare rientro su Milazzo, (non vi dico lo sconforto e la delusione di noi “pellegrini”), con conseguente arrivo alle ore 20:50 circa al porto Mamertino.

Nonostante tutto, resisteva fra noi “pellegrini” un lumicino di speranza, posta sulla possibilità di ripartire immediatamente, con la nave NGI, in partenza alle ore 21:00. Saliti a bordo, intraprendevamo un altro viaggio della speranza, che “subito” veniva esaudita dopo “appena” un paio di ore di navigazione, quando si effettuava regolarmente, il primo sbarco nel porto di Vulcano. Salutati i compagni di “s-ventura” sbarcati a Vulcano, si riprendeva la navigazione verso Lipari, dove, anche io, insieme ad altri numerosi passeggeri, potevamo gioire, nel mettere piede a “terra” alle ore 00:40 (dopo 6 ore e mezza di navigazione) sull’isola di Lipari. Non sto qui a raccontare le urla di giubilo e di estasi di noi “pellegrini” nel raggiungere l’agognata ed insperata meta…

A questo punto viene spontaneo chiedersi, con quale criterio si può o si possa pensare di destagionalizzare il turismo in inverno, quando alcune isole delle Eolie fra cui Lipari, non sono dotate di un porto, (inteso come ingresso-accesso principale) dove navi e aliscafi possano attraccare e sostare in sicurezza, anche con condizioni meteo-marine avverse? D’altronde, se andare sulla luna, ormai non è più un viaggio impossibile, ma è di certo ancora decisamente esclusivo e riservato a pochi milionari che possono permetterselo, non vedo perché si debba precludere la possibilità di poter partire e rientrare in una delle nostre isole, ogni santo giorno dell’anno solare e soprattutto, farlo anche in condizioni di mare mosso.

Ecco dunque, servito su un piatto d’argento uno fra i più grandi e gravi problemi irrisolti ed acuiti nel corso degli ultimi 20/30 anni, ove, non si è riusciti a mitigare, questo deficit strutturale e a trovare una soluzione al problema della portualità alle Eolie, con una programmazione-progettazione, coerente con uno sviluppo ecosostenibile delle nostre isole. Purtroppo, è fin troppo evidente, quanto la condizione attuale del sistema portuale sia inadeguato come sistema di approdo sicuro, condizione che mortifica, ogni velleità di sviluppo turistico nei mesi invernali. Bisogna guardare al futuro con la volontà di recuperare il tempo (decenni) perduto, imponendo già da ieri, la ricerca di soluzioni progettuali, atti alla rifunzionalizzazione del “sistema Portuale di Lipari” quale elemento imprescindibile ed irrinunciabile per uno sviluppo economico, sociale, che garantisca la continuità territoriale.

La realizzazione di una infrastruttura portuale, ove far ormeggiare i mezzi commerciali e turistici, per compiere le operazioni d’imbarco e sbarco, o per trovare rifugio in caso di tempesta, rappresenta, l’ unica opportunità di sviluppare seriamente, un turismo nautico capace di dar vita ad un progetto “serio”, che si possa integrare armoniosamente, in un modello di sviluppo di cui tanto ha bisogno il nostro territorio, fondato per l’appunto sul turismo. Questo, è un sogno inseguito da 20 anni e più, e ad oggi la realizzazione di un “porto” inteso come unica porta di accesso e di “fuga” dalle isole, rimane una speranza (non l’unica visto lo stato dell’ospedale) di noi Eoliani, a cui speriamo si possa in futuro dare concretamente e fattivamente risposta. Ai posteri…(il prossimo anno si andrà al voto per le elezioni comunali) l’ardua sentenza.