L’album dei ricordi, Ezio Roncaglia: la posa della boa

la boa della foto allegata e' di dimensione corrispondente a meno di un sesto di quella della storia

A cura di Massimo Ristuccia

La posa della boa

di Ezio Roncaglia

Alla fine del 1962, la Pumex posizionò una boa sulle pendici nord della fossa di Porticello.

Il fondale minimo su cui le diverse curve batimetriche suggerirono di collocarsi, fu di 110 metri: alla boa fu dunque necessario….”appendere”, in aggiunta ad un’ancora di oltre 4 tonn. (che però riposava sul fondale), ben 125 mt. di catena.

Già soltanto per riuscire a sostenere il peso di oltre 11° mt. di catena, la boa doveva avere dimensioni enormi…-

La boa che venne posizionata, costruita dai cantieri navali di Messina, con una asse centrale fucinato del peso di oltre 180 kg., aveva infatti un diametro di mt. 4,65 ed un’altezza di mt. 2,90.-

Il…”bottaccio” ( il cerchio di legno che corre lungo tutta la circonferenza di una boa, una sorta di “paraurti”) emergeva dal pelo dell’acqua di soli 80 cm.

Nelle terribili e concitate fasi del suo posizionamento, la catena si impigliò e trascinò il piccolo pontone che la trasportava, capovolgendolo ed affondandolo, in una nuvola di ruggine e con un tremendo boato.

Non fu mai recuperato.

Soltanto l’infinita Misericordia divina permise agli operai del pontone, travolto ed affondato, (5 persone), di tornare a nuoto a riva, terrorizzati ma illesi.

Ho negli occhi, indelebile, l’immagine di questi 5 redivivi che, increduli e tremanti, si stringevano e non riuscivano a staccarsi, tutti insieme, in un abbraccio di durata quasi innaturale, che i presenti quasi a forza, dovettero sciogliere.-

E nessuno, tra i presenti, riusciva a trattenere le lacrime, perché sentivamo di aver assistito ad un miracolo!

Il proprietario (il Sig. Russo di Messina, illustre Famiglia con forti radici liparesi) perse il pontone, la Pumex perse un ‘ancora di oltre 4 tonn. e circa 130 mt. di pesante catena che io avevo comprato in un cantiere di demolizioni navali a Vado Ligure.

Si salvò invece la boa, che l’indomani venne messa in precaria sicurezza, con le ruspe, sul bagnasciuga.

Solo alcuni mesi più tardi, dopo aver riapprovvigionato ancora e catena, la boa venne sistemata secondo le curve batimetriche fissate dalla Capitaneria di Porto, da un grosso pontone della Micoperi.-

Solo per una piccola ed innocua curiosità, voglio ricordare che, in un cantiere di demolizioni navali di La Spezia, io comprai un’ancora e 130 mt. di catena che provenivano dalla demolizione in corso in quei mesi di un glorioso transatlantico italiano varato nel 1927: “ il Conte Grande”.