Iacolino : aerei e tappeti volanti

di Gianni Iacolino

Iacolino: i diritti negati ai nativi

Ma l’assegnazione dei premi Nobel in campo medico avviene a casaccio fra le varie discipline, oppure anche in base all’originalità ed all’attinenza storica di una determinata branca? Mi son posto questa domanda, osservando come il fiorire di certi studi , in campo medico , abbia caratterizzato certi momenti in cui era più sentita la necessità di porre fine o quantomeno un argine a quelle patologie che maggiormente affliggevano l’umanità. Ed osservando una evidente correlazione fra esigenze di salute pubblica e linee di ricerca, salta subito all’occhio come l’Immunologia l’abbia fatta da padrona in questo oceano di studi, a partire dalla fine del  diciannovesimo secolo sino ai giorni nostri. 

In questo campo Elie Metchnikoff, scienziato russo, scoprì il fenomeno della  fagocitosi studiando le stelle marine in un laboratorio di biologia marina a Messina, intuendo come la fagocitosi rappresentasse una delle prime linee di difesa contro le infezioni. Aveva così scoperto una delle tante funzioni dei globuli bianchi, i monociti ed i neutrofili, cellule capaci di inglobare e digerire i microrganismi invasori. Questi studi rappresentarono una rivoluzione concettuale, suggerendo come fosse questa la prima linea di difesa contro le infezioni . L’emozione nel vedere per la prima volta cellule capaci di circondare , ingerire e digerire germi invasori fu vissuta proprio a due passi da casa nostra : “A Messina si compì una svolta nella mia vita scientifica. Fino ad allora ero uno zoologo, mi trasformai improvvisamente in un patologo. Avevo imboccato una nuova strada che divenne la principale direttiva della mia attività seguente.” 

Erano anni in cui le malattie infettive, molte delle quali oggi scomparse o controllate grazie ai vaccini, mietevano milioni di vittime. In quegli stessi periodi Von Behring e Kitasato scoprono che l’immunità nei confronti della difterite e del tetano era dovuta agli anticorpi, sconosciuti sino ad allora, ed Ehrlich mise in luce per la prima volta la reazione antigene – anticorpo. Nel 1901 Von Behring riceve il premio Nobel per la Medicina e Fisiologia anche per aver fornito un’arma vittoriosa contro la difterite, malattia mortale per quei tempi, terrore di ogni genitore. Metchinikoff riceverà il Nobel qualche anno dopo , nel 1908. Passeranno altri undici anni e , nel 1919, mentre mezza Europa si scannava in una carneficina senza fine, Bordet ,che aveva già lavorato con Metchnicoff, riceveva il Nobel per la scoperta del Complemento ( elemento essenziale dell’immunità innata ) e dell’agente infettivo della pertosse.

È importante sottolineare come moltissime di queste ricerche che hanno contribuito molto all’aumento dell’età media dell’uomo si siano avvalse di ricerche su molluschi, insetti e moscerini. Fondamentale la scoperta dei recettori Toll-like  condivisi da molti microrganismi e dalle cellule danneggiate, studiati nei moscerini della frutta. La scoperta di questi recettori valse il Nobel nel 1995 per C. Nusslein-Volhard e per J. Hoffman nel 2011. Tutte ricerche e scoperte di grande spessore nel campo dell’immunologia, alimentate e sostenute dalla fame di conoscenza , ma anche dalle necessità sanitarie che si presentano continuamente all’attenzione della ricerca. Tutti conosciamo, almeno per sentito dire, il problema sempre più preoccupante della resistenza agli antibiotici, tanto che l’OMS così si pronunciava appena quattro anni fa, nel 2017: ” Il mondo sta esaurendo gli antibiotici. La resistenza antimicrobica è un’emergenza sanitaria globale che metterà seriamente in pericolo il progresso della medicina moderna ” . 

Non sto qui ad elencare i ceppi di batteri più resistenti.  Mi interessa solo mettere in risalto i progressi nel campo dell’immunologia perché è questa la branca che la medicina ci mette a disposizione per le sfide future. Se non si riuscirà in breve tempo a trovare nuovi antibiotici, l’unica alternativa è quella di produrre nuovi vaccini per combattere i superbatteri resistenti, sfruttando , ancora una volta, le potenzialità del sistema immunitario. Ma cos’è questo sistema immunitario di cui tanto si parla?  Purtroppo spesso se ne parla a sproposito , per cui è necessario ricordare a brevi linee di cosa si tratta.

È un sistema molto complesso dalla plasticità adattativa enorme che non finisce mai di stupire, tanto che è recentissimo, del 2020, il Nobel per la scoperta del sistema CRISPR, tecnica innovativa dell’ingegneria genetica. Il sistema immunitario è costituito da vari tipi di cellule ed organi che fanno giuoco di squadra , diffuso in tutto l’organismo, evoluto nel corso dei millenni con sensori capaci di captare e di reagire agli stimoli, che si avvale , con risultati straordinari, della capacità di ricordare delle passate esperienze, facendone buon uso. Questa memoria ,che si chiama  Immunità adattativa, ci ha aiutato a sconfiggere le malattie già incontrate ed a restare indifferenti nei confronti di quelle contro cui siamo già vaccinati. Senza questa capacità di reazione saremmo in continuo pericolo come purtroppo avviene nei soggetti immunodepressi. La medicina si avvale molto di questi meccanismi di difesa mettendoli in pratica nella ricerca di nuove terapie.  I livelli raggiunti oggi dalla biologia molecolare ci offrono grandi prospettive.

Con queste tecniche ,ad esempio, si è già, da tanti anni , prodotto il vaccino contro l’epatite B.  Il vaccino contro l’epatite B oggi in commercio è costituito da materiale genetico ricombinante del virus dell’epatite B. Si è ottenuto grazie a particolari ceppi del comune lievito da fornaio, geneticamente modificati per produrre il DNA virale. È sicuro ed efficace non avendo dato, dopo centinaia di milioni di dosi praticate, alcun effetto collaterale grave ed avendo offerto protezione adeguata in oltre il 90% dei soggetti vaccinati. Perché  ho iniziato questo scritto sottolineando i progressi e le eccellenze nella ricerca nel campo della immunologia ? Per fare un monotono elenco di Nobel ? Certamente no.

Ho solo cercato di far riflettere il lettore sulla qualità ed eccellenza della ricerca scientifica , alla luce della false informazioni che stanno ingolfando tutte le discussioni in questi ultimi mesi. Nei bar, in casa, in tutti i programmi radiotelevisivi non si fa altro che disquisire , quasi mai con competenza, sui vaccini figli di complotti di ogni tipo, rischiosi , inutili, mettendo in discussione quanto  studiato e consolidato dal protozoo sino ai giorni nostri. E, finché queste chiacchiere rimbombano al bar sport o in piazza a Trieste, si sopportano con fastidio , punto e basta. Ma, vedendo in tv,  dibattiti in cui si confrontano incompetenti  carichi di arroganza con scienziati e ricercatori, mi sembra di assistere a un confronto surreale fra astrologi ed  astronomi; come se fosse normale invitare ad un confronto sul trasporto aereo anche i sostenitori dei tappeti volanti. 

Questi ultimi anche se rumorosi e molesti, pur se con la testa fra le nuvole , non riusciranno mai a volare alto.