D’Alia : “Letta ha aiutato la Sicilia”

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Il ministro Giampiero D'Alia
Il ministro Giampiero D’Alia

Come è noto il Pd ha scelto di cambiare il Presidente del Consiglio indicando il suo segretario nazionale, e’ una scelta che rispettiamo, ora attendiamo le consultazioni che sta facendo il Presidente della Repubblica e quale sara’ poi il programma che il Presidente incaricato vorrà sottoporre alle forze politiche presenti Parlamento”.

Lo ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia arrivando al comitato regionale dell’Udc oggi a Palermo.

“La decisione del Movimento cinque stelle e della Lega – ha proseguito d’Alia – di non partecipare alle consultazioni al Quirinale è una trovata pubblicitaria politica e istituzionale di pessimo gusto, oltre che una grande mancanza di rispetto nei confronti del Capo dello Stato che in questo momento e’ chiamato a fare uno sforzo per garantire un governo efficiente al paese”.

Ai giornalisti che gli hanno chiesto se quanto sta accadendo a Roma possa avere ripercussioni sulla Sicilia, D’alia ha risposto: “Non credo che quanto accade al Governo possa avere delle influenze in Sicilia. Nell’isola abbiamo dato vita a un patto di Governo con il Partito democratico e con Crocetta, lo abbiamo fatto a prescindere dalle vicende politiche nazionali. Lo abbiamo fatto su un programma di risanamento economico e finanziario della Regione, di rinnovamento politico-istituzionale e amministrativo e su questo ci misuriamo”. D’Alia ha lasciato intendere che non ci sara’ il vertice di maggioranza fissato per il 18 per discutere di di agenda e rimpasto: “Credo che Faraone e io, come altri, saremo occupati in altre cose. Non sara’ la prossima, dunque, la settimana giusta”

Sul quando arriverà all’Ars la finanziaria-bis dopo l’impugnativa del Commissario dello Stato di due terzi della legge di stabilità, D’Alia ha dichiarato: “Il Governo Letta ha fatto tutto ciò che era in suo potere fare per dare una mano alla Sicilia, ha fatto di tutto e di più. Questa è una domanda che bisogna fare all’assessore al Bilancio e al Governatore Crocetta. E’ chiaro che anche noi siamo interessati affinché questa vicenda si chiuda al più presto, ma da un punto di vista tecnico e contabile non sono in possesso di informazioni che possano essere utili”

E poi: “L’unica cosa certa e’ che c’e’ troppa carne al fuoco in questa settimana. Penso che noi dovremmo attenerci a una massima di Giustiniano che dice ‘nomina sunt consequentia rerum’. Prima guardiamo alle cose e poi alle cose diamo un nome; prima interessiamoci del programma del nuovo governo e poi ci interesseremo di chi sara’ nella condizione migliore per portarlo avanti, se questo programma ci convincera‘”.

Sulla vicenda del congresso nazionale dell’Udc D’Alia ha precisato che la formazione della nuova squadra “e’ assolutamente svincolata da questa. C’e’ una discussione aperta che il congresso sara’ chiamato ad affrontare in profondita’, e riguarda il futuro dei popolari e dei moderati italiani. L’archiviazione del bipolarismo, cosi’ come lo abbiamo conosciuto nella Seconda Repubblica, deve imporre a tutti la necessita’ di costruire una nuova offerta politica nel Paese. Se il segretario nazionale del Pd colloca il suo partito nell’ambito del Partito socialista europeo, noi che siamo tra i partner storici del Partito popolare europeo abbiamo oggi il dovere di costruire in Italia un nuovo soggetto politico che faccia riferimento al Ppe e lo rafforzi”, ha chiarito.

Il ministro della Pubblica amministrazione si è poi mostrato critico sulla riforma delle Province: “”Il testo iniziale sulla riforma delle province era pessimo. A me piace parlare chiaro. Bastava una semplice norma che diceva: abroghiamo le province e basta. Io ancora non ho capito come la pensa Crocetta, ma sara’ colpa mia… Il problema e’ che noi parliamo a sproposito dello Statuto della Regione che non conosciamo – ha aggiunto – Se c’e’ una cosa diversa tra la Sicilia e il resto d’Italia e’ che in Sicilia dal ’46 le province non dovevano esistere. C’e’ questo nostro modo di ‘annacarci’ su questioni strategiche per il futuro e paghiamo il prezzo di decenni di scelte sbagliate che i nostri figli pagheranno in termini di welfare e pensionistici. La question e’ semplice, bastava fare una norma che diceva: le province vengono abrogate e le funzioni di interesse comunale passano al comune, era necessaria la sua eliminazione fisica nella logica di responsabilizzare attraverso la determinazione dei comuni, valorizzando il ruolo dei comuni stessi”. Per D’Alia tuttavia la riforma ha dei pregi”: introduce la possibilità che i comuni si organizzino insieme per gestire anche funzioni regionali”.