Cave di Pomice, La Greca : il piano di Legambiente

Circolo Legambiente Lipari – Eolie

Oggetto: Piano di riconversione delle cave di Pomice

Cari amici,

Pino La Greca
Pino La Greca

in questi giorni, dopo alcuni anni, è ripartita la discussione sulla riconversione delle cave di Pomice da programmare attraverso un PUE (Piano urbanistico esecutivo). Negli anni successivi al 2002 e sino al 2008 ho più volte proposta (anche attraverso alcuni convegni), quale segretario politico del PDS/DS il progetto di un “Parco geo-minerario delle pomice di Lipari”; nel corso del 2007 la proposta è stata acquisita e citata in un rapporto di Missione dell’Unesco.

Oggi, alla luce di quanto è accaduto nel nostro arcipelago nell’ultimo decennio, ho rivisto il progetto e ne ho fornito una copia all’Amministrazione Comunale ed alla commissione urbanistica, certo che la discussione dovesse procedere per gradi, visto anche il ruolo strategico che un programma del genere assume, ma nel contempo, ritengo che anche noi dobbiamo iniziare a riflettere e programmare una nostra proposta organica da sottoporre all’amministrazione. Intanto, occorre, evidenziare alcuni fattori che si sono manifestati sul territorio e che sono sintetizzabili in:

a) La cessazione definitiva, a seguito della scadenza delle concessione minerarie,

dell’attività di escavazione delle imprese concessionarie;

b) L’approvazione, da parte della Regione Siciliana, del Piano di Gestione del

Sito Unesco (2008) che specificatamente detta norme in merito alla

riconversione della cave di pomice (parte V, cap. II – Piano di azione per la

ricerca e la valorizzazione sociale, culturale ed economica);

c) Lo sviluppo alberghiero concretizzatosi nell’ultimo decennio nelle frazione di

Canneto ed Acquacalda;

d) La crisi economica che ha investito la nostra Nazione nell’ultimo quadriennio

con riflessi negativi sulle presenze turistiche all’interno del nostro territorio;

e) La volontà da parte del Parlamento Italiano della istituzione del Parco

Nazionale delle Eolie.

I nuovi sviluppi impongono delle scelte prioritarie prima di poter procedere alla elaborazione di una proposta progettuale preliminare per l’area pomicifera.

L’immissione in possesso

A seguito della scadenza delle concessioni minerarie sopra indicate e della successiva cessazione definitiva dell’attività di escavazione sia a Porticello sia ad Acquacalda, ritengo che l’amministrazione debba avviare un’opera di ricognizione dei terreni e degli immobili di proprietà dell’Ente e individuare quelli di proprietà dei privati, procedendo per quelli demaniali alla immissione in possesso. Ho fornito all’Amministrazione l’elenco delle particelle che per brevità non riporto nella presente proposta.

La messa in sicurezza delle cave

Contemporaneamente alla ricognizione dei terreni va previsto un incontro con il Distretto Minerario di Catania per stabilire quali opere, ed a carico di chi, si dovevano porre in essere a seguito della dismissione dell’attività di cava per la messa in sicurezza delle aree di Porticello e Acquacalda. Tale attività è ancor più urgente alla luce delle note vicende legate all’instabilità del versante sottostrada lungo la provinciale Canneto Acquacalda a seguito dell’erosione dovuta al dilavamento delle piogge invernali ed oggetto di un diverso progetto da parte dell’amministrazione per quanto di mia conoscenza.

Soltanto con la messa in sicurezza della cava (a monte della strada provinciale) e della stabilizzazione delle scarpate (a valle della strada provinciale) lungo il versante dall’ex stabilimento La Cava e sino al torrente Porticello, consentirà di poter togliere qualsiasi pericolo e rischio per la pubblica e privata incolumità dei cittadini che transitano lungo tale importante arteria stradale.

A semplice titolo di esempio: se il progetto di messa in sicurezza della strada prevede di modificarne il tracciato, spostandolo verso l’interno rispetto a quello attuale, possiamo progettare opere ed interventi irrealizzabili in aree che saranno destinate ad altri interventi.

La messa in sicurezza delle aree di cava, dovrà curare in particolare:

a) la sistemazione, la conservazione ed il recupero del suolo, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, di forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di recupero naturalistico, botanico e faunistico;

b) la difesa, la sistemazione e la regolazione dei corsi d’acqua al fine di prevenire il dissesto del territorio, inclusi erosione, la difesa e il consolidamento dei versanti e delle aree instabili, nonché la difesa degli abitati e delle infrastrutture contro i movimenti franosi, le valanghe ed altri fenomeni di dissesto. Ulteriori interventi, nel complessivo piano di messa in sicurezza delle cave, sono da prevedere per:

La bonifica di Punta Castagna – Un ulteriore obiettivo prioritario, a mio parere, è quello relativo alla bonifica di Punta Castagna ed il recupero ambientale dell’intero promontorio. Con il recupero si eliminerebbero le possibilità di rischio ambientale e nel contempo si favorirebbe la salvaguardia e la fruizione di un patrimonio naturale e storico dell’isola di Lipari. Ulteriori obiettivi sono sintetizzabili in: il risanamento e la tutela della qualità dell’aria nell’area di Porticello – Acquacalda; la salvaguardia, la riqualificazione, il recupero e la fruizione dell’ambiente naturale; un miglioramento della qualità della vita dell’intera comunità; la possibilità infine di meglio qualificare l’afflusso turistico attuale.

Il Recupero dell’insediamento della fossa delle Rocche Rosse – Penso ad un recupero edilizio dei manufatti esistenti all’interno del cratere, con la finalità di testimonianza della cultura contadina in rapporto al vulcano.

Il Parco geo-minerario della Pomice ed il Turismo eco-sostenibile

La causa principale del degrado ambientale delle isole Eolie è in gran parte attribuibile al turismo di massa che, direttamente o indirettamente, ha prodotto sinergie negative. Gli interventi sul turismo, dovrebbero tendere alla destagionalizzazione che, aiutata da un’offerta diversificata e sfruttando i circuiti del turismo termale e culturale, decongestionerebbe i mesi estivi, azioni di marketing che pubblicizzino l’arcipelago ed i suoi investimenti a favore dell’ambiente, in modo da attirare un turismo più rispettoso, progetti per ottenere una maggiore professionalità dell’offerta turistica, e un adeguamento dei servizi in un’ottica di sostenibilità.

Intendo per sviluppo ecosostenibile: “La capacità di assicurare il soddisfacimento dei bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni”. Che applicato al turismo, che costituisce, ormai da circa 30 anni, la maggior risorsa economica del tessuto economico delle Isole Eolie il concetto di sostenibilità s’identifica in: “turismo che non consuma, ma al contrario riscopre, valorizza e lascia al godimento delle generazioni future tutti quei beni che costituiscono la sua stessa ragione d’essere come fenomeno sociale, culturale ed economico”.

Progettare un ulteriore sviluppo turistico dell’arcipelago non significa tendere ad incrementare all’infinito il numero dei turisti, bensì riqualificare il settore per renderlo compatibile con quell’ambiente che ne è risorsa primaria.

Se fino ad oggi alle Eolie si è stimolato l’entusiasmo della scoperta delle bellezze naturali, del mare e dei paesaggi, unici nella loro selvaggia bellezza, per cui si accettava di sopportare qualsiasi disagio in termini di servizi e ricettività, oggi avanza sempre il rifiuto di ogni forma di degrado, anche grazie ad una più diffusa sensibilità ecologica.

Si parla molto di destagionalizzazione turistica poiché la percentuale di utilizzo della ricettività alberghiera eoliana è molto bassa a causa di un turismo concentrato nei mesi estivi. Se vogliamo aumentare le presenze dei turisti in primavera ed autunno, dobbiamo incentivare le condizioni per avere assenza di sovraffollamento, di inquinamento veicolare ed acustico e di sporcizia, e un rapporto qualità/prezzo nettamente superiore; occorre pertanto incrementare il fenomeno diversificando l’offerta turistica ed estendendo il ventaglio delle fruizioni per i visitatori.

Uno dei canali prontamente percorribili è quello culturale: a Lipari è possibile “leggere” la storia delle civiltà mediterranee e, attraverso il museo archeologico eoliano, ripercorrere le tappe fondamentali dell’umanità in occidente. L’importanza che ricopre il patrimonio culturale eoliano è sottolineato dallo sviluppo di un vero e proprio archeoturismo che, se adeguatamente incentivato, saprà alimentare con nuova linfa l’economia eoliana.

Ma non è solo il mondo storico-letterario a considerare uniche le Eolie, ma anche quello scientifico in quanto esse costituiscono un vero e proprio laboratorio vulcanologico a cielo aperto. Oltre il fascino prepotente che i vulcani ispirano anche ai turisti profani, per diffondere conoscenze corrette su di essi, va avviato e portato a compimento il Progetto di riconversione delle cave di pomice e la realizzazione del Parco Geo-minerario della Pomice.

La proposta

La proposta del Parco Geominerario delle Pomice è subordinata alla compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti, dal Piano di Gestione del Sito Unesco, al Piano Territoriale Paesistico al P.R.G. Il parco deve preservare la memoria storica dell’attività produttiva della pomice per le future generazioni e creare nuova occupazione (recentemente gli ex operai hanno costituito una associazione che va attenzionata).

Il Parco va attivato attraverso interventi volti: alla accettazione ed organizzazione dei visitatori, con la realizzazione di un primo centro di accoglienza all’inizio dell’area pomicifera nell’ultimo stabilimento utilizzato dalla Pumex (ed illustrato nel proseguo) che illustri, attraverso la memoria fotografica l’attività lavorativa della pomice; alla definizione di una sentieristica guidata con specifica segnaletica di direzione, didattica e di sito; alla riproduzione di tutte quelle attrezzature utilizzate nei secoli e per le diverse lavorazioni della pomice.

Il Parco avrà la finalità di divulgare la realtà storico-naturalistica della pomice attraverso visite guidate, seminari didattici e di studio, incontri di studiosi, e contribuire alla definizione di una grande immagine di identità delle isole per lo sviluppo di un turismo di qualità e destagionalizzato.

Realizzazione del Visitor-Center

Nel corso dell’ultimo decennio la lavorazione della pomice si è concentrata nell’impianto più moderno localizzato a Porticello. Nel medesimo complesso erano ancora conservate parti rilevanti dei vecchi impianti, con indiscutibile valore di archeologia industriale.

La mia proposta mira a rendere fruibili al pubblico tali esempi di antica tecnologia tradizionale in condizioni di assoluta sicurezza. Pertanto, una prima idea progettuale è quella di realizzare all’interno dell’impianto esistente e nei fabbricati limitrofi, un visitor-center per raccontare la pomice e la storia della sua lavorazione.

In stretto legame con il museo vulcanologico (dove sarà illustrata la formazione geologica del monte Pelato; le diverse tipologie dei materiali eruttati; la loro datazione; le varie tecnologie per realizzare i prodotti) all’interno del visitor center si ripercorrerà la storia antica del lavoro dell’uomo sulla pomice per la sopravvivenza e lo sviluppo a Lipari; il recupero di strutture tecnologiche anche obsolete, per rendere esemplificativo il visitor-center; strutture di servizio per renderlo funzionale e fruibile, dal ristoro ad altro.

Il predetto Visitor Center dovrà essere progettato in modo che sia possibile ai visitatori rendersi conto dei procedimenti di lavorazione della pomice nel tempo, attraverso percorsi guidati, realizzati sia all’interno dello stabilimento e sia nelle aree esterne oggetto dell’attività di escavazione.

All’interno del Centro si dovranno realizzare alcune ampie sale espositive in cui troveranno collocazione, documenti, disegni e fotografie d’epoca sull’industria della pomice, un museo di archeologia industriale in cui sono presenti i vari tipi di macchinari utilizzati in passato per la lavorazione ed il trattamento della pomice, un’esposizione riguardante i prodotti finiti e la loro utilizzazione; la testimonianza dell’uso civico della pomice per la crescita economica e sociale della comunità eoliana; la conoscenza di tutte le forme d’utilizzazione della pomice.

Una sala espositiva dedicata alla dominante naturale e naturalistica del Pilato e di Rocche Rosse; una sala polifunzionale (conferenze , esposizioni, musealizzazione del luogo nella cinematografia culturale, ecc.); un bookshop; terrazze dove realizzare zone comuni e allestimenti espositivi all’aperto; strutture per servizi ai visitatori (punti bar) la biglietteria.

Il riutilizzo dei fabbricati dismessi

Qualsiasi proposta di destinazione dei fabbricati dismessi è strettamente legata alla

identificazione della proprietà dei beni. La proposta preliminare, tuttavia, prende

in esame in maniera indistinta i fabbricati nell’auspicio di poter pervenire ad una

definizione pacifica delle proprietà con i proprietari privati.

L’area indicata è costituita da una serie di edifici industriali abbandonati, collocati

sulla fascia costiera ed utilizzati per la lavorazione della pomice. Si tratta di beni

culturali etno-antropologici di archeologia industriale da conservare fisicamente

ma suscettibili di riutilizzazione ad uso culturale e/o turistico-sportivo, per la

fruizione attrezzata del mare e talasso-terapeutica.

E’ evidente che l’intera operazione edilizia deve realizzarsi con un piano

complessivo di recupero e con tipologie fabbricative aderenti alla destinazione

degli edifici caratterizzati da elementi di archeologia industriale.

Tutte le iniziative sono da progettare in modo da garantire una riconversione

ecosostenibile, avuto riguardo alla valorizzazione, per l’aspetto architettonico,

degli edifici paleoindustriali e storico-archeologici. Il tutto nella consapevolezza di

realizzare nuovi posti di lavoro ed occupazione qualificata per le giovani

generazioni di eoliani.

In questa sede mi limito ad alcuni suggerimenti, ricordando che il Piano di

Gestione del Sito Unesco evidenzia alcune associazioni locali che hanno acquisito

un notevole esperienza nei rispettivi campi, quali il Centro Studi Eoliano e

l’associazione Nesos:

Una delle strutture va destinata a sede universitaria distaccata di geologia e

vulcanologia (valorizzando tutte le conoscenze storico-umanistiche e scientifiche

sviluppate dall’interesse della singolarità vulcanica) coinvolgendo una o più

università.

Un ulteriore edificio va destinato a Museo Vulcanologico delle Isole Eolie

spostando l’attuale Museo dall’Acropoli di Lipari ai nuovi ambienti.

Un terzo fabbricato è da destinare alla realizzazione della futura sede del Parco

Nazionale delle Isole Eolie. Le previsioni del Piano di Gestione del Sito Unesco

su questo argomento sono: Nell’ambito del Parco potrà anche essere prevista la

creazione di un centro studi internazionale aperto, anche tramite il web, ad

esperti e cultori sia delle tematiche geovulcanologiche, sia degli aspetti relativi

ad altre branche scientifiche specialistiche (archeologia, conservazione della

flora e della fauna, protezione ambientale etc.) inerenti specificatamente al

comprensorio eoliano. Lo stesso centro studi, anche attraverso il

coinvolgimento di tutti gli enti scientifici attualmente operanti nel complesso

insulare, potrà essere utilizzato per lo svolgimento di convegni, conferenze e

dibattiti a livello nazionale e internazionale, nonché come sede di particolari

attività didattiche (per es. scuole di alta eccellenza).

In uno dei fabbricati è ipotizzabile la collocazione dell’Agenzia di Ricerca

prevista dal Piano di Gestione del Sito Unesco. Come prevede il PDG l’agenzia di

ricerca si dovrà occupare di: raccogliere, elaborare e diffondere informazioni

scientifiche sul patrimonio naturalistico delle Eolie; implementare le attività della

propria programmazione nell’ambito del piano d’azione sulla biodiversità;

monitoraggio delle attività in campo ambientale e relativamente allo sviluppo

sostenibile. Tali attività svolte dall’associazione Nesos sono attestate nel Piano di

Gestione del Sito Unesco.

Altra struttura prevista dal PDG è il Centro Servizi Natura e sostenibile che si

deve occupare di: Prenotazione visite nelle aree naturali delle isole; Promozione di

percorsi di fruizione tematici e politematici; Organizzazione di pacchetti di

fruizione turistica per le aree di maggior pregio naturalistico considerandone la

relativa fragilità ecologica e la disponibilità di strutture di fruizione (sentieristica,

tabellonistica, aree attrezzate); Sensibilizzazione alla sostenibilità; Promozione di

attività di tipo educational per scuole e famiglie; Info point multilingua;

Facilitazioni e informazioni per noleggi, acquisti e ricettività nelle isole; Vendita

di materiale editoriale specializzato nelle tematiche ecologiche e della

sostenibilità; Organizzazione di mostre ed eventi; Orientamento e consulenza per

le certificazioni ambientali; Distribuzione agli operatori impegnati nelle attività di

fruizione delle aree naturali di schede per il monitoraggio dello stato di

conservazione. Tali attività svolte dall’associazione Nesos sono attestate nel Piano

di Gestione del Sito Unesco..

All’interno dei fabbricati, inoltre, è auspicabile la individuazione e realizzazione

di un polo per la formazione per sopperire alla carenza di locali idonei nel centro

urbano di Lipari. Il Piano di Gestione del Sito Unesco, infatti, prevede che:

All’interno del sistema delle isole, tenendo conto dei valori degli indici di

specializzazione nelle attività connesse al turismo, si intravede la necessità di

istituire un sistema di istruzione offrendo contenuti e conoscenze in linea con le

aspirazioni di sviluppo e le opportunità di mercato presenti nelle isole.

Pertanto è irrinunciabile che si proceda alla creazione di istituti di scuola

superiore con indirizzi Turistici e/o Linguistici indispensabili, ormai, a preparare

una forza lavoro e imprenditoriale capace di fornire un’accoglienza con

caratteristiche relazionali e tenendo conto dei concetti di sostenibilità turistica.

Il PDG proseguente prevedendo la istituzione di corsi di formazione tecnico

specialistica sul turismo sostenibile e in particolare: Relazionale; Nautico;

Culturale; Ecoturismo, prevedendo due percorsi differenti: a) unità lavorative che

operano nel turismo b) unità lavorative che intendono specializzarsi.

La istituzione di una scuola del mare prevedendo dei corsi di ecologia, vela,

ambiente, pesca turismo, fruizione delle riserve.

Alcuni edifici, infine, come già in parte avvenuto, nel caso delle spiagge

raggiungibili dalla vicina frazione di Canneto, sono da riqualificare confermando

la destinazione a lidi balneari ed utilizzo ludico-sportivo, garantendo servizi

qualificati ai turisti che li frequentano.

La realizzazione di un centro di talasso-terapia

È un’ipotesi tracciata dal P.T.P. di notevole interesse sia scientifico, per il tipo di

attrezzature e soluzioni per il benessere, sia tecnico – economico e sociale, per la

sua ricaduta sull’intero comprensorio delle Eolie. Occorre avviare delle ricerche

per verificare attraverso un’indagine la presenza di energia termica latente nel

sottosuolo, derivante dalla presenza delle camere magmatiche delle eruzioni

geologicamente recenti (VIII sec. D.C.) ed energia termica manifesta ad

Acquacalda e Porticello, anche al fine di realizzare acqua di mare disponibile per

uso sanitario terapeutico. Annesso a detto fabbricato è prevedibile anche la

realizzazione di un locale polifunzionale per attività ludico-ricreativa.

Acquacalda

Realizzazione di un Osservatorio permanente Internazionale dell’Ecologia

Marina, di supporto alla istituenda Area Marina Protetta delle Isole Eolie

attraverso il recupero funzionale ed edilizio dello stabilimento dell’Italpomice.

Manca, a livello internazionale, una struttura permanente identificabile come

Osservatorio Permanente Internazionale dell’Ecologia Marina. La realizzazione di

un centro dove poter concentrare tutte le iniziative necessarie, oggi difficilmente

attuabili data la mancanza di una efficace azione di coordinamento dei diversi

programmi. Un osservatorio internazionale di cui tutti potranno usufruire; scuola,

ricerca, industria e le maggiori organizzazioni internazionali (ONU, UNESCO,

UNICEF); un Centro in cui si potranno effettuare seminari di studi, progetti di

ricerca, informazione e cultura sui complessi problemi dell’ambiente marino e

dell’ecologia planetaria. Un simbolo ed un centro che nel pensiero non può che

collocarsi e trovare un suo spazio nel cuore del Mediterraneo, in un’isola, in una

terra ricca di presenze, per lanciare il suo messaggio chiaro e trasparente,

proiettato verso le nuove generazioni, verso il nostro futuro. La unicità del

territorio eoliano fanno delle isole Eolie il luogo ideale per contenere un

osservatorio che ha come finalità la salvaguardia dell’ambiente marino che però è

legata anche alla salvaguardia di tutte le componenti ambientali che sembrano

essere tutte riassunte nel territorio eoliano. Attraverso, l’osservatorio l’isola di

Lipari, ritornerebbe a svolgere il ruolo di centralità che essa storicamente ha svolto

nel Mediterraneo.

Una struttura collaterale è prevista dal PDG del sito Unesco: il Centro di

educazione ambientale (C.E.A.) che dovrebbe essere munito di sede propria con

la funzione di promuovere e organizzare sul territorio dell’arcipelago eoliano

attività di informazione, formazione ed educazione ambientale. Il Centro di

educazione ambientale (C.E.A.) potrebbe portare avanti le seguenti attività: −

Meeting annuale sull’educazione ambientale per promuovere idee, scambiare

esperienze e costruire networks con il coinvolgimento, oltre che di educatori, di

scienziati, di enti gestori, di amministratori pubblici e di ricercatori; −

Realizzazione e diffusione di materiale divulgativo plurilingua; − Realizzazione

di “teacher resources packs”, materiale utile agli insegnanti per promuovere

attività pre e post visita alle riserve naturali; − Realizzazione di “campi natura”

residenziali rivolti alle scuole e a privati.

La realizzazione del Museo della Pomice – è un’opera che da decenni il nostro

territorio auspica e per il quale è stato posto sotto tutela un’immobile nella

frazione di Acquacalda, limitrofo alla Chiesa di San Gaetano. Il museo, in sinergia

con le altre strutture già previste a Porticello, contribuirebbe ad uno degli obiettivi

principali di qualunque istituzione museale: il mantenimento della memoria

storica di un fenomeno culturale attraverso la conservazione degli oggetti e la

ricostruzione dei contesti socio-economici che ne hanno determinato l’uso, creando

nuova occupazione qualificata all’interno delle nostre isole e occasioni di sviluppo

per l’intera frazione; all’interno di questa struttura si potrebbe realizzare un museo

della cinematografia che ha interessato le cave di pomice, dai documentari ai film,

e raccogliere, inoltre, le testimonianze video degli ultimi cavatori di pomice

ancora in vita nelle nostre isole.

Ipotesi di un’aviopista o aviosuperficie – Nel corso della discussione più volte

si è accennato alla realizzazione di un’aviopista o di un’aviosuperficie nell’area di

Punta Castagna, ma nessun elaborato è stato mostrato ai partecipanti, tanto che

non è possibile neanche determinare di quale tipologia di pista per aerei stiamo

parlando (è stato prospettato un parallelo con una recente pista in terra battuta

realizzata sui Nebrodi, per piccoli aerei da turismo, 2 – 8 posti). Per quanto di mia

conoscenza un analogo progetto si sta immaginando per l’area di Castellaro-

Caolino a Quattropani.

Sia per l’una (Punta Castagna) che per l’altra ipotesi (Castellaro-Caloino),

nessuna ulteriore discussione è possibile in assenza di un qualsiasi progetto

preliminare.

Non si comprende, inoltre, come si possa proporre una raccolta di firme su di un

progetto che, almeno per quanto di mia conoscenza, non esiste, o addirittura,

pensare di preferire una ipotesi (Punta Castagna) all’altra (Castellaro-Caolino)

senza alcuna valutazione comparativa tra le due ipotesi, sia da parte del Consiglio

Comunale, sia da parte della nostra Comunità.

Posso comunque affermare che si tratta, sia null’una che nell’altra ipotesi, di opere

private, limitandosi l’ente pubblico (sia l’Amministrazione, ma ancor più il

Consiglio Comunale), se condivide l’idea, a fornire supporto amministrativo, fatti

salvi i divieti di sorvolo imposti dalle zone SIC e ZPS.

Attendo Vs. suggerimenti e proposte.

Giuseppe La Greca

Presidente del Circolo