Caso stamina e indecenza per un mancato confronto risolutore

giovannimelarosa160di Giovanni Rosa

 In tutti i campi siamo giunti ad una dimensione kafkiana , come dire che ogni problema assume un tragico aspetto teatrale ove la presunzione trascende la realtà.

Politici che illudono le masse, giudici che gestiscono la legge secondo parametri ideologici conformi non al dettato legislativo ma alla loro personale interpretazione.

Non ultimo il caso stamina.

Ho già scritto il mio pensiero su questa problematica ma il dialogo avuto con un amico in ordine alla trasmissione “Le Iene” e la sua disperazione per la mancata concessione delle cure mi costringe a riprendere l’argomento.

Sono vicino ai due ragazzi che da mesi attuano la protesta in piazza Montecitorio ma non posso esimermi dal rimarcare che la cura “stamina” è una cura COMPASSIONEVOLE. Il termine indica che vi possono essere dei miglioramenti ma la cura non è risolutiva e il costo , se venisse concessa dal sistema sanitario , toglierebbe agli altri malati già malserviti, fondamentali risorse.

Il Vannoni afferma che la darebbe gratis, certo ma pagata dal sistema sanitario. Ho vissuto allo stesso modo il metodo Di Bella, non c’erano problemi, anche allora il costo era elevato, il paziente acquistava i farmaci e poi chiedeva il rimborso al SSN eventualmente anche attraverso il giudice. Inoltre di cure compassionevoli per malattie incurabili ve ne sono decine e perchè non cercare di trovare soluzioni tra coloro che di tali terapie sono aggiornati.?

Ma il confronto ONESTO, il consulto risolutore è impedito da troppi interessi e speculazioni. Vi sono responsabili Medici, Sanitari, Politici…possibile che non si possa fare un incontro risolutivo e portare a casa i due ragazzi ???

Come medico mi trovo impossibilitato di dare anche un minimo consiglio e nel contempo mi vergogno di appartenere ad una società DISUMANIZZATA…il sangue dei due ragazzi gettato sulla foto del capo del governo e sul Presidente della Repubblica in segno di disprezzo vuole significare che si è giunti al limite della decenza.