Aliscafo serale sempre in ritardo, ancora proteste

Sul disservizio serale Ustica Lines nell’ultimo collegamento con Milazzo, provocato da una poca attenta valutazione degli itinerari orari da parte della Regione ( putroppo non è l’unico caso), riceviamo da Maurizio Turcarelli e pubblichiamo:

Egregio Direttore,

faccio il pendolare per lavoro da Lipari a Milazzo tutti i giorni e i passeggeri imbarcati nello scalo di Rinella in direzione Lipari/Vulcano/Milazzo in rarissime occasioni superano i cinque, e in altre corrispondono a uno e/o a zero passeggeri. Saprà certamente che può richiedere i dati ufficiali alla Usticalines, cosa che ho fatto io ma in un primo momento mi e stato detto di no, in un secondo si possiamo, in un terzo sto ancora aspettando.

Aspettando i dati ufficiali, prossimamente tramite il mio legale richiederò alla Usticalines il rimborso di tutti i biglietti ove il ritardo è ben oltre i trenta minuti, il danno subito, perché con i ritardi anzidetti perdo un’ora di lavoro a sera, e per andare di servizio alle 21;00 non posso partire alle 18:05 con C.D.I.

Discorso diverso per l’Amministrazione di Leni che ha imposto e ottenuto lo scalo di Rinella, essendo una richiesta fatta direttamente alla Regione Siciliana; dovrebbe trattarsi di una corsa finanziata dalle Regione stessa, (altrimenti la richiesta veniva fatta direttamente ad Usticalines), quindi in attesa dei dati ufficiali.

Scriverò alla Corte dei Conti, chiedendo quanto costa in più questo passaggio a Rinella, l’utilità in termini di traffico passeggeri, tenendo in considerazione ” l’equazione ”  tempo, consumo, utilità, e mettendo in evidenza che la richiesta fatta proviene da pubblici Amministratori, e che la Regione stessa ha avallato lo spreco di denaro pubblico.

Essendo un operaio non posso che mettermi dalla parte delle maestranze imbarcate a bordo, che tra arrivo, rifornimento, mettere il battello in sicurezza per la notte protraggono il loro lavoro a volte fin dopo le 23:00. Considerando che l’indomani lo stesso equipaggio deve essere a bordo un’ora prima della partenza, quindi alle ore 06:20, non credo che l’Ufficio Provinciale del Lavoro possa rimanere indifferente, e continuare ad acconsentire l’impiego di personale che tra un servizio e l’altro abbia meno di sei ore di riposo, senza considerare il tempo per raggiungere ognuno le proprie famiglie.

Ringrazio Lei Dott. Cotroneo per avermi dato lo spunto di poter scrivere, e il Direttore per la possibilità di replica.

Maurizio Turcarelli