Sicilia, non c’è un euro per le grandi manifestazioni

l'assessore Stancheris habituè delle Eolie
l’assessore Stancheris habituè delle Eolie

In cassa non c’è un euro, in Sicilia manifestazioni di gran richiamo come il Cous Cous Fest di San Vito lo Capo o la Notte della Valle dei Templi rischiano di saltare quest’anno per mancanza di fondi. A lanciare l’allarme è l’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, che parla anche di “difficoltà economiche” legate al Festival di Taormina. “Al momento non ho nulla sul capitolo”, confessa preoccupata in un’intervista all’Agenzia Italpress.

“Dopo la Finanziaria mi sono trovata un bilancio a zero, sono in discussione tanti eventi – spiega -. Spero di salvare il salvabile, perché stiamo parlando di fiori all’occhiello della Regione. Cerco in tutti i modi di tenere la candela accesa”. Eppure questo per l’Isola, sottolinea, “è un momento buono a livello turistico, forse irripetibile, e mi piacerebbe schiacciare il piede sull’acceleratore. Anche con pochi soldi si possono fare cose straordinarie”.

Bergamasca doc ma ormai siciliana d’adozione, l’assessore fa una riflessione ad ampio raggio che riguarda anche l’impegno per Expo 2015. “Vorrei conoscere il reale contributo per il turismo siciliano che verrà da Expo. Io preferirei salvare il bilancio e fare la programmazione in Sicilia. I tassi di disoccupazione sono arrivati a livelli drammatici, e quando sento dire che la Regione Lombardia chiede 3 milioni per chiudere il progetto Expo, beh, io dico che sarebbe meglio salvare la Sicilia, che ha un bilancio in crisi per molte meno risorse di quanto serve per completare l’Expo”.

“E’ una vetrina anche per la Sicilia? Ok, ma la Sicilia non ha bisogno di far vedere quanto è bella. Preferirei – insiste la Stancheris – che certi fondi venissero utilizzati, ad esempio, per incentivare le compagnie aeree nazionali e internazionali a raggiungere l’Isola”.

A Roma l’assessore chiede “una politica diversa, più propositiva. Con il ministro Franceschini i rapporti stanno migliorando, con Bray era tutto molto più semplice. E sono stufa anche del fatto che i Beni culturali in Italia siano incentrati solo su Pompei e sulla Reggia di Caserta”. (Italpress)