Senza illuminazione pubblica, lettera al Prefetto

Lipari- Lettera della dott.ssa Elisabetta Corda al Prefetto di Messina Stefano Trotta e al Sindaco di Lipari, Marco Giorgianni

Oggetto: Segnalazione di interruzione protratta del servizio di illuminazione pubblica nell’isola di Lipari. Strade al buio e conseguente mancanza di sicurezza per l’intera cittadinanza.

Mi permetto di segnalare alla S.S. il grave disagio che ormai da mesi viviamo giornalmente nella nostra piccola isola di Lipari. Infatti, da parecchio tempo, oramai da oltre un mese, siamo costretti a vedere spegnere una ad una le lampadine poste nelle palificazioni pubbliche senza che nessuno provveda alla loro sostituzione, nonostante le numerose segnalazioni che a volte, a causa dell’esasperazione, diventano accesi reclami.

In particolare vorrei porre la Sua attenzione e soprattutto dell’Amministrazione comunale sull’enorme importanza che assume tale servizio, quello dell’illuminazione pubblica, nelle piccole frazioni e contrade del paese, come quella in cui abito, dove di palificazioni e, quindi, lampadine, ce ne sono due o tre e se ne viene a mancare qualcuna, regna il buio totale.

0016 (2)

airmaxitalia_banner240Eppure innumerevoli sentenze di giurisprudenza amministrativa definiscono il servizio di illuminazione pubblica SERVIZIO PUBBLICO LOCALE a rilevanza economica per il fatto che il beneficiario va individuato direttamente nella collettività e non nell’ente locale ed è per questo motivo che va reso in modo razionale e diffuso sul territorio poiché risponde ad una fondamentale esigenza di sicurezza per tutti i cittadini.

Persino l’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici ha dato la stessa definizione di servizio pubblico locale. In particolare cito la Deliberazione n. 110 del 19 dicembre 2012 nella quale l’Autorità qualifica il servizio di illuminazione delle strade comunali come servizio pubblico locale, trattandosi di attività caratterizzata «sul piano oggettivo dal perseguimento di scopi sociali e di sviluppo della società civile, selezionata in base a scelte di carattere eminentemente politico quanto alla destinazione delle risorse economicamente disponibili ed all’ambito di intervento e su quello soggettivo dalla riconduzione diretta o indiretta ad una figura soggettiva di rilievo pubblico“.

E potrebbero essere infinite le citazioni e i richiami a sentenze del Consiglio di Stato* ed altri autorevoli Tribunali, ma non è questo il punto.

La cosa che mi preme di più evidenziare non è tanto la natura del servizio che, in ogni caso, essendo un servizio pubblico locale per la normativa che lo regolamenta non può essere interrotto, per non incorrere nel reato di “interruzione di pubblico servizio “, ma è l’interesse proprio di cittadina di essere tutelata e garantita dallo Stato nella sicurezza personale.

E’ proprio questo il nocciolo della questione, è garantita la sicurezza della persona quando si è obbligati a percorrere intere strade, soprattutto, isolate, nel buio più totale sperando di essere accompagnati dal chiaro di luna? Che Amministrazione pubblica è quella che non soddisfa i diritti costituzionalmente garantiti? Perché anche se la sicurezza non è espressamente citata tra i diritti fondamentali della persona di cui all’art. 2 della Costituzione è da più parti ribadito che essa viene implicitamente riconosciuta dalla Carta Costituzionale in quanto compito esclusivo dello Stato per la tutela dei suoi cittadini.

La sicurezza è uno dei pilastri su cui si fonda lo Stato moderno. La possibilità di vivere e di preservare la propria integrità fisica e la propria incolumità è desiderio primario di ogni essere umano.

Per questo motivo richiedo il Suo autorevole intervento affinché venga ripristinato l’esercizio del diritto alla sicurezza della persona attraverso la riattivazione del servizio di illuminazione pubblica nel mio bellissimo paese, Lipari, a garanzia dell’incolumità fisica di ogni singolo cittadino.

Confidando in una Sua sollecita e risolutiva risposta, porgo distinti saluti.

Lipari, 24/11/2015.

Elisabetta Corda