Riceviamo e pubblichiamo
Dopo la splendida esperienza di Pasqua, in cui è stato possibile avvicinare al mondo Scout diversi nuovi allievi, anche molto piccoli, da Lipari, Salina, Stromboli e Filicudi, i ragazzi del gruppo Nautico Eolie hanno deciso di “aprire” anche alla fascia, molto più complicata, degli adolescenti, con un campo studiato appositamente per integrare chi, per qualsiasi motivo, non ha mai avuto modo di vivere intere giornate “scollegato” da internet, telefonino e social, sperimentando, come hanno avuto la possibilità di fare i loro genitori, una vita fatta di escursioni, giochi, attività, dalla mattina alla sera, senza avere il volto illuminato dall’azzurro dello schermo del loro ultimo smartphone.
“Anche questa fine estate saremo ospitati al Tersito da Padre Giuseppe” racconta Valeria, divenuta ormai diciottenne – io sono entrata nel gruppo 5 anni addietro, nel 2020, con molta diffidenza (ho vissuto i miei primi 6 anni a Filicudi), e vivere insieme a tanti ragazzi, anche se molti li conoscevo, mi sembrava perlomeno strano”.
Anche se è difficile da credere, in 5 anni ho vissuto già 23 campi, tra esperienze Scout e i campi Soss, che è un bellissimo progetto con le scuole che stiamo diffondendo in tutta Italia.
Anche qui nelle Eolie, alla fine del prossimo anno scolastico, faremo un’esercitazione, nell’ambito del progetto del Campo di Accompagnamento Educativo proposto dai Servizi Sociali di Lipari, dove si simulerà un intervento in caso di terremoto con magnitudo 3.1, agli allievi verrà proposto di vivere una vera esperienza di servizio e volontariato (cosa che abbiamo già vissuto ad Albano) dormendo nelle apposite tende della Protezione Civile”.
Anche per questo, sarebbe bellissimo che qualcuno dei miei compagni di Liceo (ma anche quelli delle Medie) partecipassero a questo nostro campo Scout, diventerebbero così i nuovi “Tutor” dei ragazzi più piccoli che parteciperanno al campo di Accompagnamento Educativo con le scuole, sarebbero preparati e motivati, come lo siamo adesso noi dopo le esperienze pratiche vissute con gli studenti di Roma e Lazio”
“Purtroppo tutto il tempo passato sul cellulare o sui social dai ragazzi – spiega Riccardo di Albano, responsabile del campo – è completamente inutile in caso di vera emergenza, soprattutto se le linee telefoniche non funzionano, come succede molto spesso in caso di reale calamità, come insegnano ad ogni aggiornamento con Protezione Civile e Croce Rossa”.
Ad Albano Valeria, Saba, Giosuè ed Emanuele, tutti di Salina, hanno potuto sperimentare con le scuole del Lazio il ruolo di Tutor, previsto dalla Peer Education, la collaborazione tra pari, dove i ragazzi, proprio per la loro vicinanza di età con gli allievi più piccoli, riescono ad ottenere risultati straordinari che ben difficilmente noi adulti riusciamo a vedere.
I nostri Tutor Eoliani sono anche tutti Scout, e sia Giosuè che Valeria, quando ritorneranno nelle Isole dopo il campo di Formazione Nazionale al BP Park del Lazio e finito il campo Scout a Salina, dovranno “spiegare e raccontare” ai loro compagni delle Isole come vivere le loro stesse esperienze durante i prossimi campi di Accompagnamento Educativo.
Le strutture messe a disposizione gratuitamente dal comune di Leni permettono il pernotto solo agli insegnanti, allo staff del campo e a pochi allievi, tutti gli altri dovranno per forza dormire in tenda (con i tutor giovani), e non è assolutamente detto che tutte le loro mamme siano d’accordo.
Per esperienza, pensiamo siano necessari degli incontri appositi nelle scuole per chiarire per bene tutto il progetto, che è sicuramente bellissimo, con amministratori e dirigenti scolastici entusiasti, ma poi con i ragazzini di Lipari, Salina e dintorni, privati del sacro cellulare e costretti ad una vita spartana nel simulare un’emergenza vera, dovranno fare i conti proprio i Tutor giovani.
Uno dei più difficili problemi da risolvere sono le “chat” dei genitori (ma i padri molte volte sono esclusi da questi gruppi) dove le mamme dell’era digitale condividono tutti i possibili sistemi di controllo a distanza dei figli, arrivando a spiare non solo posizione e spostamenti, ma anche le comunicazioni, messaggini, compresi foto e video inviati e ricevuti.
Qui nel Lazio da anni le figlie adolescenti, che sanno sempre perfettamente come agiscono le loro mamme, ma sono molto più avanti di loro con l’uso del telefonino (sono native digitali) fanno lo stesso con i loro genitori, controllano spostamenti e messaggi, registrano tutto, e si avvia così un processo di spionaggio e ricatto familiare molto simile al Grande Fratello, ma che è assolutamente dannoso per le relazioni umane, e responsabile di molte tragedie. Nei campi, (con gli allievi che decidono di partecipare), si fanno sempre sessioni su questa forma di Cyberbullismo domestico, e sono molti i ragazzi che, tornati a casa, decidono di mettere intorno ad un tavolo i loro genitori chiedendo di poter parlare e, per favore, “di spegnere solo per un momento il telefonino”.
L’altro grosso problema che i nostri giovani Tutor dovranno risolvere è il reperimento iniziale dei fondi, come ogni progetto finanziato il contributo viene erogato solo dopo aver realizzato e concluso il progetto, senza nessun anticipo, e solo a fronte di ricevute che documentano le spese sostenute.
Così, per i circa 3.000 € messi a disposizione per ognuno dei due campi di accompagnamento educativo finanziati (24 allievi più staff, insegnanti e tutor, in tutto circa 32 persone per i 4 giorni di ogni campo scuola previsto) i ragazzi delle Isole (che dovranno gestire con la nostra supervisione tutto il progetto) dovranno anche reperire in anticipo le risorse economiche necessarie, sperando in un rimborso veloce a fine attività.
Impresa impegnativa, ma mai quanto gestire i campi Soss con i liceali di Roma e provincia, dove 50 allievi si trovano, per la prima volta, a fare una “gita scolastica” senza hotel, ristorante e confort a disposizione, e soprattutto senza IPhone in mano, dovendo usare per la prima volta nella loro vita esclusivamente la propria testa senza l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, e soprattutto senza mamma e papà pronti a intervenire in qualsiasi momento di “disagio o stanchezza”.
È assolutamente possibile cambiare immediatamente le cose, e sembrano anche arrivare i primi timidi segnali che “qualcosa non funziona” da parte della scuola, delle istituzioni e dalla politica. Partecipare al prossimo campo a Salina, organizzato dai ragazzi delle Eolie per i ragazzi delle Eolie è una scelta, ma che difficilmente i ragazzi riusciranno a vivere senza una leggera “spinta” dei loro genitori, rinunciare per qualche giorno al telefonino, come consigliano psicologi ed esperti, per chi ne è diventato ormai totalmente dipendente, è veramente difficile, e a volte ormai impossibile.









