Michele Merenda
SALINA – Riaperto il molo di sopraflutto di S. Marina Salina, anche se solo per il transito pedonale e per la durata di tre mesi. Tale riapertura temporanea è stata disposta con ordinanza dell’Ufficio circondariale di Lipari, a partire dal 14 di agosto. Un iter complesso che ha avuto origine nel 2010, quando era stato interdetto l’attracco intermedio del molo di sopraflutto a causa delle mareggiate dell’anno, che avevano sortito l’effetto di svuotare parte di ciò che tecnicamente viene definito “sottobanchinamento”. Il fenomeno ha poi portato ad un cedimento strutturale ed al conseguente collasso della struttura, a causa del quale l’attracco intermedio è stato
interdetto. Le attività commerciali erano state dislocate sulla testata del molo, con limitazione operativa di passaggio sulla zona interessata dall’interdizione di 20 tonnellate. La valutazione tecnica è stata a suo tempo effettuata dal Genio Civile, a cui ha fatto seguito la relativa ordinanza di interdizione di Circomare Lipari. Uno stato di cose che si è protratto per circa due anni, finché nel 2012, ancora una volta per via delle mareggiate, si è notato un ulteriore cedimento della struttura. Nell’ottobre del 2013 il comune ha quindi chiesto una ulteriore valutazione, reiterata poco tempo dopo dalla Delegazione di Spiaggia. Richiesta che ha avuto seguito in un sopralluogo congiunto tra Genio Civile di Messina, il comune di S. Marina Salina e la Delegazione di Spiaggia, a cui però seguiva una nota del Genio Civile stesso, dalla quale si evinceva che il tratto di struttura interessato del problema risultava inagibile ed interdibile al transito sia perdonale che veicolare.
Un vero e proprio colpo di scena, perché sulla base di questa indicazione l’Ufficio circondariale marittimo emetteva ordinanza di interdizione del molo di sopraflutto del porto commerciale di S. Marina. Un’interdizione che andava dalle aree interessate dal problema fino alla testata dove fino a quel momento erano state dirottate – come detto – le operazioni commerciali. Un bel problema. A quel punto, a seguito di ulteriore confronto, il comune di S. Marina Salina chiedeva un controllo della struttura ad un Istituto di ricerca e sperimentazione, relativamente alla verifica strutturale della diga foranea della darsena commerciale. Il risultato di questa vera e propria analisi dichiarava che la parte interessata poteva essere fruibile al transito pedonale con alcune prescrizioni.
Le valutazioni sono state quindi inviate dal comune al Genio Civile e alla Capitaneria di Porto, che le hanno accolte ed ordinato la riapertura temporanea della zona al traffico pedonale. «Diventa inconcepibile – ha dichiarato Massimo Lo Schiavo, sindaco di S. Marina Salina – che un porto, unica via d’accesso per un’isola, rimanga ancora, a distanza di quasi quattro anni, non oggetto d’intervento da parte della Regione Siciliana, competente in materia. Ancora più assurdo è pensare che la stessa Regione abbia introitato, sempre negli ultimi quattro anni, oltre 800.000 euro dalla concessione demaniale marittima riguardante la darsena turistica e non sia stata in grado di trovarne circa 600.000 per ripristinare l’intera funzionalità del porto commerciale. Porto che ad oggi, a seguito delle nuove verifiche del Genio Civile, risulta essere ulteriormente danneggiato. Ancora una volta – ha concluso Lo Schiavo – i comuni vengono lasciati soli nell’affrontare le diverse problematiche, anche per quelle non di propria competenza, quali gli ambiti demaniali».