Salina, eolo-australiani nei loro luoghi d’origine

Michele Merenda

SALINA – «Perché la memoria non muoia mai». Questo è il messaggio comunicato dal gruppo di oltre venti australiani di sangue eoliano che il 6 ottobre scorso è giunto a Salina per riscoprire le proprie radici. Un gruppo dall’età eterogenea, comprendente differenti generazioni, ha ripercorso e rivissuto i luoghi dei propri familiari per due settimane. Stanziati durante il loro periodo di soggiorno nel territorio del comune di S. Marina Salina, gli italo-australiani hanno girato per tutta l’isola, incontrando parenti e visitando l’importante Museo dell’Emigrazione eoliana nel comune di Malfa. La compagine è stata guidata da due componenti della “Società Isole Eolie” fondata a Melbourne nel 1925: Cristina Neri (artista della fotografia e graphic designer, che ha curato i contatti con le Eolie) e Janetta Ziino (docente di italiano e segretaria della Società stessa). Un’iniziativa, come è stato spiegato dai diretti protagonisti, che è stata creata in embrione nel novembre 2011.

«L’idea è nata a seguito del congresso intitolato “Aeolian crossings to Australia and derived communities” a Melbourne – ci è stato detto dalle organizzatrici –. Per quella occasione vennero a trovarci i rappresentanti delle municipalità di Lipari, Malfa e S. Marina Salina, assieme ad altri isolani e al prof. Marcello Saija, presidente del Centro Internazionale di ricerca per la Storia e la Cultura Eoliana (C.I.R.C.E.). Lì abbiamo pensato all’opportunità di uno scambio culturale che consentisse alla gioventù australiana di visitare quella pataria di origine che nella realtà non ha mai visto». Trattandosi di un periodo dell’anno in cui gli studenti hanno numerosi esami universitari, e quindi impossibilitati a viaggiare, il gruppo è stato composto essenzialmente da persone che realmente volevano ripercorrere le proprie origini familiari. Giovedì 17 il comune di Malfa, assieme all’associazione “Didyme ‘90” ed alcuni volontari, ha organizzato una serata all’interno del Palazzo Marchetti, in cui è stata preparata la pasta e ceci col finocchio selvatico, simbolico pasto dei poveri che ancora oggi viene cucinato per la tradizionale Festa di S. Giuseppe, oltre ad altre tipiche leccornie locali. Nelle ore precedenti è stato visionato anche un video e visitata la Biblioteca comunale di Malfa. Il giorno seguente il comune di S. Marina Salina ha organizzato un’altra cena per i propri ospiti, preceduto da un convegno tematico, in cui sono stati esposti i pannelli storici proposti due anni fa nella città australiana. Era presente per il comune di Lipari il sig. Pino Spinella. “Io credo – ha detto il prof. Saija – che questo programma sia stato estremamente importante, perché ha già cominciato a dare alcuni frutti sulle due sponde dell’oceano. A Melbourne, il Grande Museo dell’Emigrazione Nazionale ha deciso di ospitare una mostra sull’emigrazione eoliana in Australia che è prevista per il 2015 (al momento in quel museo non vi è praticamente traccia di alcuna emigrazione italiana – N.d.A.) e a Malfa – ha continuato il docente – il sindaco Salvatore Longhitano ha promesso che entro due anni il locale museo dell’emigrazione sarà arricchito con la sezione australiana. Decisamente, non è poco».

Gli australiani, ringraziando per la calorosa ospitalità e rinnovando l’invito a recarsi nella loro terra proponendo il medesimo tipo di scambio, hanno promesso di tornare a Salina per l’inaugurazione della nuova sezione museale. «È stato piantato un seme – hanno detto alla fine – ed ora viene coltivato. In questo modo, la memoria non morirà mai». Gli australiani hanno scritto il proprio nome su dei sassi per poi gettarli simbolicamente nel mare, come ricordo futuro del loro passaggio.