Porticello – Acquacalda, disperato appello del C.A.S.T.A. al presidente Letta

Lettera aperta del Comitato C.A.S.T.A. al presidente del Consiglio, Enrico Letta, sulle problematiche di Porticello-Acquacalda di Lipari

 

Egr. Signor

Presidente del Consiglio dei Ministri

Onorevole Enrico Letta

Roma

 

Egregio Signor Presidente,

dopo aver ascoltato il suo accorato intervento in occasione del ricordo del disastro del Vajont riteniamo che il suo personale, manifestato impegno per la tutela del territorio del Paese non sia puramente dettato dalla triste circostanza.

Pur sapendo che i suoi gravosi, molteplici impegni, ben difficilmente le consentiranno di leggere questo appello e soprattutto di poter disporre adeguate misure ed interventi risolutori, a beneficio di una piccola frazione (Acquacalda), di un piccola isola (Lipari), nel profondo Sud, diamo spazio alla speranza, come extrema ratio, che il nostro angoscioso problema, purtroppo non unico in Italia, venga da Lei, Signor Presidente, preso in esame.

 

Franco Bertè, Antonella Starvaggi e Enzo Mottola del comitato C.a.s.t.a.
Franco Bertè, Antonella Starvaggi e Enzo Mottola del comitato C.a.s.t.a.

Le condizioni del suolo, morfologicamente friabile, di tutta la zona pomicifera Porticello-Acquacalda sono a livello di puro disastro idrogeologico poiché:

– le cave da cui si estraeva la pomice (unica fonte di ricchezza fino a qualche decennio fa) dal 2007 sono inattive e quindi abbandonate;

– non vi è la minima traccia di un razionale convogliamento delle acque pluviali (da qualche tempo sempre più copiose e devastanti);

– il mare erode progressivamente la falesia, non esistendo alcuna adeguata protezione della costa;

– le autorità comunali, provinciali, regionali, in cronica assenza di danaro, ma con disarmante cecità, non fanno che rimpallarsi le responsabilità.

Tra il 14 e 15 ottobre ancora una volta una frana ha interrotto la Strada Provinciale 179 bis, rendendo tuttora impossibile il periplo dell’isola.

Non disponiamo di alcuna possibilità di fuga via mare poiché il piccolo molo, all’uopo destinato, è inagibile da oltre 7 anni.

Infine siamo costantemente sotto minaccia delle impetuose mareggiate che oltre a inondare e devastare l’indifeso litorale rendendolo spesso impercorribile, minano l’incolumità degli abitanti, degli immobili e di alcune strutture turistiche.

Rischiamo veramente di fare la fine dei sorci!

Non è un bel vivere in queste condizioni!

 Ecco perché Le chiediamo, Signor Presidente, di prendere a cuore questa nostra petizione affinché si dia al più presto l’avvio, serio e programmato, al recupero di questa incomparabile parte dell’isola di Lipari, scongiurandone così l’inevitabile annientamento.

 Confidiamo del suo pronto interessamento. Non ci deluda anche Lei, Signor Presidente!

 Grazie e con profonda stima la salutiamo.

Enzo  Mottola

Presidente Comitato C.A.S.T.A.