Lo Cascio esclude che non vi siano studenti da ospitare nell’ex Asilo nido

i rinnovati locali , ex Asilo Nido, di via San Giorgio
i rinnovati locali , ex Asilo Nido, di via San Giorgio

Riceviamo da Pietro Lo Cascio e pubblichiamo

Una risposta a Salvatore Naso.

Non ho alcuna intenzione di polemizzare con Salvatore Naso, del quale apprezzo l’impegno e l’attenzione costante verso un tema di evidente gravità e importanza come quello della riabilitazione neuropsicomotoria dei minori, e non mi sognerei mai di “fare politica” su argomenti del genere, almeno nell’accezione meno nobile cui sembra sottintendere Salvatore.

Faccio politica come credo dovrebbe farla ogni consigliere comunale, ovvero intervenendo su problemi ai quali la “politica”, nel senso buono del termine, deve sapere dare risposte e soluzioni.

Ho fatto “politica” quando, nella passata consiliatura, insieme ai colleghi dell’allora minoranza e allo stesso Salvatore, abbiamo portato all’attenzione del prefetto le carenze e i problemi che caratterizzavano il centro di riabilitazione di Canneto.

Pietro Lo Cascio
Pietro Lo Cascio

La faccio anche oggi quando sollevo un problema che riguarda altri minori, soggetti all’obbligo scolastico ma costretti a spostarsi su Lipari perché le altre isole dell’arcipelago non sono dotate di scuole secondarie. Non sono numerosi – per loro fortuna, alcuni hanno familiari pronti a ospitarli – ma anche se fosse un singolo caso, la sua stessa esistenza ci imporrebbe di trovare una soluzione dignitosa e adeguata, e a mio modesto avviso la casa dello studente rappresenta questa soluzione. Negli anni scorsi, infatti, ho conosciuto più d’uno studente costretto a rinunciare al diritto allo studio perché gli orari dei mezzi di linea, l’irregolarità dei collegamenti invernali e la scarsa propensione dei familiari ad affidare i propri figli a famiglie estranee rappresentavano ostacoli insuperabili.

Alla luce di ciò, e sapendo che chi amministra oggi ha condiviso tale obiettivo, mi sembra strano che Salvatore Naso affermi con assoluta certezza cose che invece io ignoro assolutamente. Per esempio, non mi risulta affatto il “fallimento” del tentativo di istituire una casa dello studente, né che siano stati indetti bandi o avviate ricognizioni con evidenza pubblica per concretizzare questo obiettivo. Quello che so è che l’immobile di via San Giorgio è stato ristrutturato con un finanziamento finalizzato a questo scopo, ed escludo la tesi di Naso secondo il quale “probabilmente non ci sarebbero studenti con caratteristiche previste”.

Se l’amministrazione ritiene prioritario offrire tale struttura ai servizi di riabilitazione neuropsicomotoria che non possono essere ospitati nel centro già esistente a Canneto, posso comprenderne le ragioni, ma ritengo che la stessa abbia il dovere di individuare con altrettanta tempestività una soluzione alternativa per gli studenti che soffrono il disagio del trasferimento, o per quelli che potranno domani trovarsi nelle medesime condizioni, che non può essere l’affidamento a famiglie estranee ancorché supportato da un assegno di sostegno.

 

Pietro Lo Cascio