L’isola delle coscienze in fumo

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Sommessamente

Tanto alla fine arriva l’acqua di cielo a spezzare l’estate e a lavare le coscienze andate in fumo, anche quest’anno, con tutti gli ettari di rigogliosa macchia mediterranea divorati dal fuoco . Compresa la casa di un isolano. Pensate: negli ultimi dieci anni , secondo stime approssimative ma, comunque, attendibili sarebbero stati ben 500 gli incendi appiccati nelle Eolie, presumibilmente dolosi, gran parte dei quali a Lipari. Un numero impressionante in base alla loro superficie.

Nell’isola principale le zone “obiettivo” dei piromani rimangono sempre le stesse. La loro follia, un anno, magari, si concretizza più tardi. Come per l’estate in corso a metà agosto, con i roghi a Monte Rosa, versante Lipari e così via; un altro, iniziano a bruciare prima. Ma le località restano più o meno le solite anche perché l’isola tale è, e rimane. Prendiamo ad esempio la parte di montagna che sovrasta la provinciale Acquacalda – Quattropani, sotto il santuario della Madonna della Catena. Ogni anno gli incendi in quella zona avvengono, più o meno, prima della festa. Sono collegati in qualche modo a questa ricorrenza ? Dopo dieci anni non se ne sa ancora nulla.

Ma, per restare più larghi, 500 incendi avrebbero dovuto far scattare 500 indagini da parte degli inquirenti. Cosa abbiano prodotto, sempre se in Procura negli anni siano giunti elementi utili per stabilire con certezza il dolo, non è dato sapersi. Ma ora tanto arriverà nuovamente l’acqua . E anche se la politica se ne frega perché tanto , paradossalmente, il territorio è di tutti e , quindi, non di chi porta voti, l’auspicio è che quelle stesse zone colpite dal fuoco , dopo le fatiche estive, vengano controllate con calma. Da chi , anche in questo caso non si sa.

Dispiace , in tal senso, che un corpo importante come quello Forestale stia per scomparire anche se va detto che a Lipari negli anni non è mai stato abbastanza sostenuto per le sue importanti attività, tranne che per la comprensibile attenzione politica riservata alla dislocazione estiva delle squadre antincendio. C’entrano i funghi, la caccia nonostante il divieto su quelle stesse aree percorse dal fuoco, le trappole ? Che lo dicano gli inquirenti.

E da almeno venticinque anni ( chi ricorda più la terrificante distruzione di metà anni ‘90 tra Fontanelle, Pianogreca e Monte Gallina ? ) che aspettiamo che uno di questi delinquenti paghi e che finisca il teatro del fuoco. (P.P.)