I vent’anni della biblioteca di Malfa

Michele Merenda

antonio brunduSALINA – La Biblioteca comunale di Malfa “Giovanni Cafarella” compie vent’anni. Il 13 maggio del 1995, infatti, l’edificio donato tanti anni fa dal parroco Giovanni Marchetti per scopi umanitari (poi adibito proprio a biblioteca) veniva ufficialmente aperto al pubblico. «Ma in realtà – ci spiega il bibliotecario ed addetto culturale Antonio Brundu – la biblioteca già esisteva sulla carta e la Regione aveva mandato i prime mille volumi, rimanendo per diverso tempo imballati e custoditi. Siamo poi partiti con un convegno sulle biblioteche, con una presentazione di libri per ragazzi, dando quindi il via al progetto vero e proprio. Oggi – continua Brundu – siamo arrivati a circa tredicimila pubblicazioni, sia grazie agli acquisti operati dal Comune, sia alle donazioni dell’Assessorato ai Beni culturali e di quelle dei privati cittadini. Devo dire che in questi anni il contributo della gente è aumentato, anche perché si è notato che la struttura ha una sua stabilità, un suo funzionamento, accrescendo così un patrimonio costituito sia da libri che da audiovisivi».

Antonio Brundu, tra le altre cose, già alla fine degli anni ‘70 si era impegnato in prima persona affinché venisse realizzata quella che poi è diventata un’istituzione consolidata del Comune di Malfa. «Nelle intenzioni del parroco Marchetti – aggiunge poi il bibliotecario – c’era a suo tempo la volontà di creare una struttura per gli anziani e per i più bisognosi; ma anche i suoi eredi hanno avuto modo di appurare che oggi come oggi questa biblioteca è ben organizzata, avendo tanto da offrire agli isolani e ai tanti turisti che la visitano. Sotto questo punto di vista direi che lo scopo sociale del vecchio parroco, grazie all’attività culturale, è stato pienamente raggiunto». In un edificio che porta con sé la storia di un personaggio come il Marchetti (fautore, tra le tante cose, anche della luce elettrica a Malfa negli anni ’30) ed il nome di un medico benemerito come il dott. Cafarella, Antonio Brundu espande la cultura su più fronti ed ogni anno è autore di un programma in cui vengono presentati libri, ricerche, proiezioni di documentari, piccoli concerti ed anche esposizioni di quadri.

La Biblioteca comunale, infatti, funge anche da pinacoteca in cui vi sono i quadri donati dal CIPRA ed altre opere di artisti che, dopo aver esposto, hanno di volta in volta lasciato un quadro in omaggio. «La biblioteca – asserisce convinto Brundu – non deve essere solo un luogo in cui dare in prestito libri, bensì un posto in cui occorre organizzare un vero e proprio programma di iniziative. Cosa che è stata fatta da vent’anni a questa parte, creando così un maggiore interesse nelle persone». Non a caso, oltre ai suoi numerosi contatti istituzionali con l’Australia, Brundu nel 2000 è stato insignito del “Premio Culturale Fondazione Salina” proprio per l’impegno come bibliotecario e per la sua ricerca all’interno delle tradizioni eoliane. (nella foto: Antonio Brundu)