Riceviamo e pubblichiamo :
Gentile Direttore,
alle Eolie c’è un silenzio che, più delle parole, merita di essere raccontato. È quello che circonda la realizzazione dei dissalatori. Il tema ha acceso proteste, mobilitazioni civiche, ricorsi al TAR, prese di posizione di associazioni come Italia Nostra e un flusso ormai continuo di articoli e interventi pubblici. È legittimo chiedersi: perché il Sindaco non sente il bisogno di confrontarsi con la popolazione?
Perché non ritiene necessario spiegare e informare? Davvero si può pensare che un intervento di questa portata, con evidenti implicazioni ambientali, paesaggistiche e sociali, possa essere gestito in questo omertoso silenzio?
Non è una questione di essere favorevoli o contrari ai dissalatori. È una questione di metodo e, quindi, di rispetto. Trasparenza, partecipazione, condivisione: parole troppo spesso evocate da questa amministrazione ma poi sempre tradite. Come se i cittadini dovessero solo subire passivamente le decisioni prese dall’alto.
E il punto è proprio questo: il silenzio dell’amministrazione sui dissalatori è un silenzio che esclude
la popolazione, che impone decisioni in modo autoritario. Vale la pena ricordarlo: il potere del Sindaco non è assoluto, ma rappresentativo. Non è una delega in bianco, né un’autorizzazione al silenzio. È un mandato che nasce dai cittadini e che ai cittadini deve continuamente rendere conto. Governare non significa comandare, ma assumersi la responsabilità pubblica delle proprie decisioni, spiegandole, motivandole, sottoponendole al
confronto democratico.
Quando questo passaggio viene meno, la distanza tra istituzioni e comunità si allarga. E in quella distanza trovano spazio diffidenza, sospetto, conflitto. Per questo motivo sollecito una risposta chiara da parte del Sindaco: quando ha intenzione di aprire un confronto pubblico con la comunità?
Cordiali saluti
Giovanni Brancaccio









