Dalla polvere di stelle alla polvere e basta

Aree ex Pumex , ambizioni e incognite. Giorgianni: ” Ipotesi di riqualificazione presto in Consiglio ” . Ma i tempi saranno lunghi

Peppe Paino

il pezzo di oggi sulla Gazzetta del Sud
il pezzo di oggi sulla Gazzetta del Sud

Era il 31 agosto del 2007 quando, con il clamoroso sequestro giudiziario delle cave di pomice e delle aree circostanti, per l’effettuazione di attività estrattiva abusiva di pietra pomice nell’area dell’ex cava di Porticello e la susseguente modifica morfologica della stessa area, si capì che per Lipari si stava chiudendo un’epoca. E, ovviamente, anche per la Pumex del presidente Vincenzo D’Ambra. L’avvenuto fallimento- sancito avant’ieri dal Tribunale civile di Barcellona che ha revocato il concordato- non stupisce. L’azienda, che si era occupata dell’escavazione, lavorazione e commercializzazione della pomice, aveva finito di distribuire lavoro e ricchezza creando anche attività, collaterali, socialmente utili come la gloriosa Teleisole che teneva informati ogni sera gli eoliani che oggi rimpiangono l’assenza di questa realtà informativa.

Ma la fine dell’attività era , in ogni caso, già scritta : l’Unesco aveva posto la condizione che le isole sarebbero state fatte fuori dalla lista dei siti Patrimonio dell’Umanità qualora l’azienda avesse cessato proprio l’attività estrattiva. Ad otto anni di distanza, ex dipendenti ai quali allora era stata garantita la stabilizzazione altrove, caduti nelle promesse della politica e ancora precari. E chissà quanto tempo passerà per l’agognata riconversione di quella vasta area tra Porticello e Acquacalda che cade a pezzi e che, paradossalmente, da straordinaria potenziale risorsa , oggi, rappresenta un grosso rischio per la mancata messa in sicurezza sia dei profili di cava che della strada sottostante, specie nella zona di Porticello.

Per non parlare della permanenza del sito Unesco nella prestigiosa World heritage list, dopo otto anni di chiacchere, più a rischio che mai. Rientra infatti tra i sei siti senza comitato di gestione e la Regione ha sei mesi di tempo per colmare la vacatio insieme alla Fondazione Unesco Sicilia . A tal proposito l’assessore ai Beni culturali Antonio Purpura incontrerà per primi gli amministratori eoliani , proprio domani. Insomma, in otto anni, dalla polvere di stelle alla polvere e basta. Va comunque dato atto all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Marco Giorgianni di essere stata la prima ad aver fatto sedere lo scorso inverno al tavolo della concertazione le associazioni isolane per la redazione di uno studio o di un progetto di massima che nel tempo dovrà condurre ad un Pue ( Piano urbanistico esecutivo) per quella zona.

“ La notizia del fallimento della Pumex- dichiara il sindaco Giorgianni- non trasforma il percorso che l’Amministrazione ha già identificato e che vedeva una prima concertazione già effettuata tra le associazioni dell’isola e finalizzata alla redazione di un progetto adeguato. A breve l’Amministrazione comunale sottoporrà all’attenzione del Consiglio comunale un altro lavoro. Ci siamo mossi anche – tiene a ricordare il primo cittadino- per la messa in sicurezza della strada sottostante le cave affidando l’incarico per la progettazione di massima. Quando sarà ultimata percorreremo tutte le vie affinchè venga finanziata”.