
La crisi idrica che sta stringendo alla gola l’isola di Lipari finisce sul tavolo delle massime autorità istituzionali. Con una nota formale e accorata, il Prof. Giuseppe “Peppuccio” Subba — noto dottore commercialista e revisore contabile dell’isola — ha sollevato ufficialmente il caso, richiedendo un intervento urgente e strutturale per fronteggiare quella che definisce una vera e propria emergenza sociale ed economica.
Il documento non si limita a una semplice segnalazione, ma poggia su una base giuridica di altissimo rilievo: la Legge Costituzionale 7 novembre 2022, n. 2, la norma che tutela le peculiarità delle isole e impone allo Stato di promuovere le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità.
I numeri del collasso: 70mila metri cubi in meno
Al centro della crisi c’è il malfunzionamento del dissalatore di Lipari, impianto entrato in funzione nel 2010 ma costantemente frenato da continui interventi di manutenzione straordinaria. I dati contenuti nella nota del Prof. Subba sono impietosi:
-
Dall’1 gennaio 2026 a oggi, l’erogazione di acqua potabile ha registrato un deficit spaventoso di circa 70.000 metri cubi rispetto agli stessi periodi degli anni passati.
Un vuoto che il servizio idrico integrato del Comune ha dovuto gestire l’unico modo possibile, ovvero razionando la risorsa. Cittadini e turisti si trovano così a fare i conti con pesanti limitazioni e interruzioni della fornitura, che compromettono le più basilari esigenze quotidiane come l’igiene personale, la preparazione dei pasti e le normali attività domestiche.
Il grido d’aiuto del Comune e l’insufficienza dei soccorsi via mare
La situazione è monitorata da tempo dal sindaco di Lipari, il dott. Riccardo Gullo, alla guida di quello che viene descritto come “il comune più difficile d’Italia”. Amministrare Lipari significa infatti gestire sei isole, un territorio frammentato (compresa la complessa realtà di Ginostra) e ben due vulcani attivi (Stromboli e Vulcano).
Per colmare il vuoto lasciato dal dissalatore, il sindaco Gullo sta richiedendo incessantemente al Dipartimento dell’Acqua della Regione Siciliana l’invio straordinario di navi cisterna private. Tuttavia, denuncia Subba, queste richieste vengono accolte solo parzialmente. Il rifornimento integrativo via mare si sta rivelando assolutamente insufficiente a compensare i quantitativi mancanti.
Con l’estate ormai nel vivo, il danno economico rischia di essere incalcolabile. Le strutture ricettivo-turistiche, asse portante dell’intera economia dell’arcipelago eoliano, sono in prima linea a subire i disservizi.
Per queste ragioni, appellandosi alla sensibilità delle autorità statali e regionali, il Prof. Subba chiede formalmente tre interventi immediati:
-
Segnalare formalmente lo stato di emergenza idrica alle autorità competenti.
-
Sollecitare misure d’urgenza per rimuovere il gravissimo svantaggio che sta penalizzando l’isola.
-
Promuovere interventi strutturali definitivi per evitare che simili crisi si ripetano in futuro.
“L’acqua potabile è un diritto fondamentale per la vita e la salute pubblica — conclude il Prof. Subba — un diritto che va ripristinato tempestivamente per le decine di migliaia di residenti e turisti che popolano la nostra isola”.
La palla passa adesso alla politica e agli organi regionali e nazionali: Lipari non può più attendere.
La lettera di Subba è stata inviata all’On. Tommaso Calderone, Presidente della Commissione bicamerale per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità e inviata e in copia a:
Presidente della Repubblica
Presidente Consiglio dei Ministri
Ministro della Difesa
Ministro per la Protezione civile
Ministro del Turismo
Ministro della Salute
Prefetto di Messina
Presidente Regione Sicilia
Assessore Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità
Assessore Regionale al turismo
Assessore Regionale alla salute










