Evento monitorato dall’INGV, nessun danno segnalato alle abitazioni
Una violenta esplosione è stata registrata nella mattinata nell’area craterica nord dello Stromboli. L’evento, classificato dagli esperti come un’esplosione di maggiore intensità rispetto all’attività ordinaria del vulcano, è stato rilevato dai sistemi di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo di Catania.
L’esplosione ha generato una densa colonna di fumo che si è innalzata sopra la sommità del vulcano, risultando visibile anche da diverse zone dell’isola. I materiali vulcanici e i frammenti incandescenti espulsi durante l’evento sono ricaduti prevalentemente nella parte alta della Sciara del Fuoco, il versante naturale lungo il quale scorrono i prodotti eruttivi.
Secondo le prime informazioni diffuse dagli esperti, non si registrano danni a persone o edifici e le aree abitate non sono state interessate dalla ricaduta del materiale vulcanico.
Dal punto di vista sismico, il fenomeno è stato accompagnato da un segnale di ampiezza significativamente superiore ai valori normalmente osservati durante l’attività esplosiva del vulcano. Gli strumenti hanno registrato il picco in concomitanza con il forte boato generato dall’esplosione.
Tremore vulcanico tornato nella norma
Nei minuti successivi, i vulcanologi hanno rilevato un moderato aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico, protrattosi per circa otto minuti. Successivamente il segnale ha mostrato una rapida diminuzione, tornando su livelli medi e stabili.
L’evoluzione del fenomeno continua a essere monitorata costantemente dagli specialisti dell’INGV, che seguono l’attività dello Stromboli attraverso una rete di strumenti installati sull’isola.









