Truffa alla Regione Sicilia, sequestrati oltre 100 mln a banca Nomura

Roma, 28 lug. (LaPresse) – Il nucleo di polizia tributaria della gdf di Palermo – coordinata dalla procura di Palermo, ha eseguito un sequestro preventivo per un importo complessivo di 104.534.414 euro nei confronti della banca d’affari internazionali Nomura segnalata e di 7 persone (4 manager della banca e 3 professionisti palermitani) tutte indagate. L’inchiesta, riferisce la finanza, ha accertato la responsabilità amministrativa della banca d’affari giapponese per i reati di truffa posti in essere da propri funzionari e dirigenti ai danni della Regione Sicilia, per una cifra stimata intorno ai 175 milioni di euro. La truffa sarebbe stata realizzata attraverso artifici e raggiri posti in essere attraverso un’operazione di cartolarizzazione di crediti sanitari.

L’inchiesta trae origine infatti dall’operazione di cessione dei crediti sanitari per circa 630 milioni di euro vantati dalle strutture sanitarie siciliane nei confronti della Regione Siciliana. L’operazione – spiega la gdf – in concreto si sarebbe realizzata, a partire dal 2002, attraverso la cessione dei crediti da parte dei creditori (confluiti nel ‘Consorzio Aziende Sanitarie Siciliane srl) in favore della società ‘Crediti Sanitari Regione Sicilia’ di Milano emanazione della banca giapponese avente sede legale a Londra.

Nell’ambito del contratto stipulato tra questi soggetti privati sarebbe stato stabilito un tasso di interesse, assai oneroso rispetto alle condizioni di mercato, che la Regione Siciliana si sarebbe impegnata a pagare alla società che aveva rilevato il maxi credito.

La ricostruzione dell’intera vicenda contrattuale ha fatto emergere l’anti-economicità dell’operazione di cartolarizzazione che ha comportato un grave danno patrimoniale per la regione siciliana, stimato in circa 115 milioni di euro. Le indagini tuttora in corso sono finalizzate anche ad individuare i referenti politici che hanno portato all’emissione dei provvedimenti amministrativi che hanno ratificato quell’accordo.