Tar : no a reti e impianti Eas agli enti locali, quando Lipari si buttò la zappa sui piedi nel 2009

“Reti e impianti Eas non possono essere trasferiti agli enti locali “. Lo afferma la prima sezione del Tar Sicilia evidenziando che dovrà essere la Regione siciliana a farsi carico del problema della gestione del servizio. Il Tar ha ritenuto fondato il ricorso del Comune di Salemi contro i provvedimenti adottati dall’assessorato all’Energia e dal commissario ad acta designato dall’amministrazione regionale, Francesco Riela, che imponevano all’ente la presa in carico della rete acquedotti in vista della definitiva liquidazione dell’Eas.

“Accogliamo questa sentenza – ha dichiarato il sindaco di Salemi , Domenico Venuti- senza nessuno spirito di rivalsa ma come un punto di partenza verso un ragionamento che, come abbiamo sempre sostenuto, deve essere corale e paritetico. I Comuni non possono subire la presa in carico della rete acquedotti senza avere certezze sotto il profilo della sostenibilità economica dell’operazione e degli investimenti che la Regione deve fare per renderla efficiente. Il rischio era quello di mettere ko i bilanci, a discapito dei cittadini, e questo non potevamo permetterlo”.

Lo scorso novembre la Corte costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità di un articolo della legge di stabilità regionale del 2017 con cui i Comuni venivano costretti a subentrare all’Eas nella gestione del servizio idrico prendendo in consegna le reti e gli impianti. Il Tar, richiamando la sentenza della Consulta, sottolinea che il legislatore regionale “non possa affidare ai singoli Comuni la gestione del servizio idrico integrato” e che non sono possibili deroghe al principio di “unicità della gestione dell’ambito territoriale ottimale previsto nel Codice per l’ambiente”.

A Lipari, nel 2009 , la “lungimirante” amministrazione dell’epoca, fece di tutto per rilevare la gestione delle reti Eas con un ufficio idrico, peraltro, all’epoca da riordinare. Dopo undici anni i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Chiudere i bilanci, ogni anno, è stata un avventura. Per il 2020 , a fine anno, si tratta di attendere ancora ma è stato già fatto il miracolo su spinta dell’Amministrazione pro-tempore di ottenere due provvedimenti normativi, uno nel ristori l’altro per il triennio 2021-2023 con un fondo da 4,5 mln di euro per tutte le isole minori.

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