Stamina, i Biviano: ricorso Tar più importante di patteggiamento Vannoni

WCENTER 0XNHDAQNPF                I fratelli Marco e Sandro Biviano, affetti da distrofia muscolare, durante la protesta di alcuni malati in favore del  'metodo Stamina' in piazza Montecitorio a Roma, il 23 luglio 2013. I due fratelli di Lipari sono tornati a manifestare dopo un breve ricovero in ospedale per un malore, il 30 luglio 2013. ANSA/MASSIMO PERCOSSI(ANSA) – ROMA, 27 GEN – “A noi il patteggiamento non interessa, la giustizia farà il suo corso, sono decisioni di Vannoni. Ci preme molto di più il ricorso al Tar: se Vannoni non presenta il ricorso lo faremo noi malati, le associazioni. Qualcosa è accaduto in una delle più importanti strutture pubbliche italiane, sono state effettuate oltre 400 infusioni, non si può chiudere così una questione così importante”.

Così Marco Biviano, il ragazzo di Lipari affetto da distrofia muscolare che insieme al fratello Sandro ha dato vita a un presidio permanente in piazza Montecitorio per le cure compassionevoli e l’accesso al metodo Stamina dal 23 luglio 2013, commenta la decisione di Vannoni di accedere al patteggiamento nel processo che lo vede coinvolto a Torino. “Non andremo via – aggiunge – non smonteremo la tenda blu che da qualche tempo ci ospita, perché non siamo lì per Vannoni ma per la terapia e per le cure”.

“Le vicende di Vannoni non ci sono mai interessate, è ovvio che un soggetto che non ha possibilità economiche sufficienti per reggere un giudizio fatto di perizie e controperizie se si vede offerta una pena pari a quella di un ladro di caramelle accetti” sottolinea anche Tiziana Massaro, mamma di Federico, 3 anni, affetto dal morbo di Krabbe, che insieme ad altri genitori di bimbi infusi ha dato vita al movimento per le cure compassionevoli. “Da avvocato è la prima volta che sento che esercitare un diritto come quello del ricorso Tar, per noi imprescindibile per fare chiarezza, possa scongiurare la commissione di un reato come sostiene Guariniello. Siamo schifati dalla mancata volontà di fare chiarezza – conclude -, dal fatto che la seconda Commissione non abbia visitato i bambini e che il ministro ad oggi non ci abbia proposto terapie alternative”.(ANSA).