Omicidio Biviano: Cannistrà condannato per un reato diverso, che fine ha fatto il killer ?

In secondo grado contestato il pregiudizio alla difesa. Si rischia un clamoroso ritorno in primo grado

Roberto Cannistrà
Roberto Cannistrà

Lipari- Iniziato in Corte d’Assise d’Appello a Messina, il processo di secondo grado a carico di Roberto Cannistrà condannato in primo grado a 30 anni per concorso morale e volontario nell’ omicidio della sessantaduenne Eufemia Biviano. Ma il manovale liparese, oggi quarantunenne, era accusato di omicidio colposo . E da qui, nell’udienza di oggi è ripartita la difesa rappresentata dagli avvocati Gaetano Orto e Luca Frontino. Cannistrà, in pratica, è stato condannato per un reato diverso da quello a lui ascritto.

Ciò, va ricordato, mentre l’esecutore materiale del delitto è ancora fuori, forse sempre nell’isola, dalla quella maledetta sera di sangue della vigilia di Natale del 2011. La Procura ha rinviato la discussione al prossimo 12 febbraio e, dal momento che, come rivendica la difesa, sarebbe stato pregiudicato il diritto alla difesa, se dovessero essere accolte le eccezioni preliminari il processo tornerebbe in primo grado. Diversamente si procederà con le discussioni della Procura generale , delle parti civile costituite e della difesa. La donna, come si ricorderà, venne uccisa a 62 anni, la sera del 24 dicembre 2011, nella propria abitazione di contrada Aria Morta , a Quattropani, a scopo di rapina.

Pochi giorni dopo, in seguito ai rilievi dei Ris di Messina, l’individuazione di Cannistrà sul luogo del delitto che in primo grado, il 10 gennaio del 2014 venne condannato a 30 anni di carcere. Ma, come già evidenziato, non era da solo e non è stato l’esecutore materiale del delitto. Le motivazioni della sentenza di primo grado del resto sono chiare: “ Cannistrà –si legge- ha contribuito attivamente alla consumazione non solo della rapina ma anche dell’omicidio volontario. Il complice, invece, ha attinto la donna fronteggiandola ed inferendole ben nove coltellate, delle quali sette all’altezza del collo dall’alto verso il basso e due all’addome dal basso verso l’alto, con sequenza molto ravvicinata”.