Grande partecipazione l’11 agosto per la presentazione del libro “Eolie, noi ragazzi di ieri” di Italo Toni. Dibattito sulla prima parte della relazione comparativa tra giovani di mare e di montagna.
MONTALBANO ELICONA — Una cornice suggestiva e una piazza viva e attenta hanno fatto da sfondo, la sera dell’11 agosto, alla presentazione del libro “Eolie, noi ragazzi di ieri” di Italo Toni. Nella caratteristica Piazza Santissima Maria della Provvidenza, cittadinanza, visitatori e appassionati di cultura si sono ritrovati per un appuntamento intriso di memoria, identità e riflessione territoriale.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco Antonino Todaro, che ha sottolineato l’importanza di fare rete tra le eccellenze della Sicilia, unendo le comunità costiere a quelle dell’entroterra. La serata è stata sapientemente introdotta e moderata dal Prof. Nicola Belfiore, che ha guidato con maestria i prestigiosi contributi della tavola rotonda.
Dibattito attorno all’analisi della prima parte della relazione comparativa scaturita dalla lettura del volume: un confronto inedito ma calzante tra la giovinezza vissuta tra le onde dell’arcipelago eoliano e quella cresciuta all’ombra dei boschi e delle rocce di Montalbano Elicona.
Gli interventi del Giudice Fabio Gugliotta, del Presidente dell’Autorità Portuale di Messina Francesco Rizzo e del Prof. Maurizio Milio hanno arricchito la discussione, offrendo spunti giuridici, storici e socio-culturali su come il paesaggio influenzi la crescita dei giovani.
I ragazzi delle Eolie e l’Orizzonte liquido
Per i giovani insulari descritti da Italo Toni, il confine è fluido e coincide con l’orizzonte marino. Il mare rappresenta la grande promessa di apertura sul mondo, ma porta con sé la costante consapevolezza dell’isolamento. Quando il vento soffia forte e le mareggiate bloccano le imbarcazioni, l’isola si chiude in se stessa, trasformando il mare da strada a barriera insuperabile.
I ragazzi di Montalbano e la protezione della roccia
Per i giovani di Montalbano Elicona, la percezione dello spazio è opposta ma complementare. Il confine qui è materico e maestoso, segnato dai rilievi dei Nebrodi e dalle pietre millenarie dell’Argimusco. La montagna non spaventa: avvolge, custodisce e protegge la comunità. Se per gli eoliani l’isolamento nasce dal mare tempestoso, per i montalbanesi nasce dalla neve invernale, dalle nebbie fitte e dalle vie di comunicazione impervie.
Un dialogo tra salsedine e terra battuta
Nel corso dell’incontro, l’autore Italo Toni, insieme al dibattito sviluppato con il Prof. Nicola Belfiore, il Giudice Fabio Gugliotta, il Presidente Francesco Rizzo e il Prof. Maurizio Milio, ha evidenziato come la diversa conformazione del territorio abbia finito per plasmare un’indole profonda nei rispettivi giovani: più fluida, estroversa e abituata al mutare improvviso dei venti quella marina; più riservata, tenace, paziente e radicata alla terra quella dei borghi di montagna.
La serata in Piazza Santissima Maria della Provvidenza si è conclusa tra gli applausi del pubblico, lasciando ai presenti una certezza condivisa: che si guardi il mare aperto dalle spiagge di Lipari o che si contemplino i boschi dalle alture di Montalbano, la geografia non è solo un paesaggio, ma il primo grande maestro di vita di ogni generazione.










