Megaparcheggio, povero Comune: anche la beffa della richiesta di risarcimento

il megaparcheggio di via CappucciniLipari- E’ stato ribattezzato il “corpo morto” perché continua a non produrre utili per il Comune ma dà segni di vita, eccome. La Società Consortile Parcheggi che gestisce sin dalla realizzazione ma da oltre un anno , a suon di proroghe, il megaparcheggio di via Cappuccini ha chiesto al Comune un risarcimento di 450 mila euro per il deposito all’interno dello stesso, durante gli anni della sindacatura Bruno, di veicoli abbandonati sul territorio o sequestrati ( si ricorderà la “famosa” operazione Cannizzaro). E sono state presentata una serie di “riserve di legge” per i lavori di completamento del piano più basso della struttura, sempre connesse al parcheggio di quegli stessi mezzi che- sostiene la società- avrebbero impedito o rallentato i lavori di completamento della struttura.

L’Amministrazione Giorgianni ha incaricato l’avvocato Angela Pino di Barcellona per l’assistenza e difesa dell’Ente nel procedimento di mediazione. Anche perché , dopo il lavoro compiuto dall’ufficio patrimonio il potenziale debito ammonterebbe a 206 mila euro. Del resto, sarebbe interessante conoscere, ad esempio, in uno stallo quanti ciclomotori sono stati calcolati. Almeno numericamente.

Sulla questione , però, si registra, a prescidendere, l’intervento del Ragioniere generale Francesco Subba che scrivendo alla giunta e al Consiglio comunale ha ricordato che “ una mediazione può essere perfezionata solo previo assenso dell’organo politico competente con propri atti formali; che comporta oneri per l’ente e non può essere perfezionata senza preventivo impegno di spesa assunto; che comporta oneri che devono essere sottoposti all’approvazione del consiglio quali debiti fuori bilancio e non può essere perfezionata se prima non si è perfezionato il riconoscimento del debito da parte del consiglio”. Va ricordato che per il megaparcheggio di Lipari si attende il nuovo bando per l’affidamento della gestione a quasi 70 mila euro annui dopo che il precedente, a quasi 100 mila è andato deserto per due volte.