” Lipari, l’isola della bellezza colta”: soddisfazione per le iniziative

Comunicato stampa

Consultivo lusinghiero da parte dei vertici del Centro Studi per le iniziative intraprese, di comune accordo che le altre associazioni culturali che condividono l’iniziativa di “Lipari l’isola della bellezza colta”.

Le iniziative, ricordiamo, sono iniziate il 30 ottobre 2014 con la conferenza tenutasi presso l’aula magna dell’ITC alla presenza dei ragazzi delle V classi, relatori Giuseppe La Greca e Angelo Natoli, che hanno illustrato le vicende storiche e mitologiche legate alla individuazione delle Eolie come porte dell’Inferno in epoca medievale, la genesi della commemorazione dei defunti, e la genesi del Purgatorio.

Le iniziative sono proseguire con diversi appuntamenti, il 7 novembre con la presentazione del volume “Un suicidio di Mafia la strana morte di Attilio Manca”, con la presenza dell’autore Luciano Mirone; il 14 novembre con la conferenza di Enzo Moreno “Stromboli segreta”, il 12 dicembre con la conferenza di Giuseppe La Greca “Jules Verne e le isole Eolie”; il 23 gennaio 2015 con “Vincenzo Consolo, le isole Eolie e l’ignoto marinaio”, 10 aprile con “Atlantide alle Eolie”; il 27 febbraio con “l’omaggio a Rosa Ballistreri” a cura di Tilde Pajno e Cristina Velardita, il 20 marzo con “Gli eoliani e la Grande Guerra” a cura di Giuseppe Cirino, il 27 marzo con “Goffredo Parise” a cura di Tilde Pajno, Elena Caronia e Lino Natoli, il 17 aprile con Pietro Lo Cascio “Antichi toponimi e territorio che cambia”.

Le iniziative, si sono concluse con l’omaggio da parte del Centro studi all’antifascismo pre-resistenziale e all’anniversario del 25 aprile con il convegno organizzato in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia e patrocinato dal Comune di Lipari, dal titolo “Le Eolie e la massoneria”.

Il convegno tenutosi presso l’Hotel Meligunis, già caso De Mauro-Lo Faso, che ospitò nel ventennio sia il Gran Maestro Domizio Torrigiani sia Ferruccio Parri, distribuito nelle giornate del 24 e 25 aprile ha visto la partecipazione di un numerosissimo pubblico. Presenti al convegno, fra gli altri il Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso, eoliano d’adozione.

Nella prima giornata, dopo i saluti dell’Amministrazione Comunale (rappresentata dal vice sindaco Gaetano Orto) e dei M.V. delle logge di Termini Imerese e Messina, Salvatore Sansone e Francesco Cilona, che hanno sostenuto attivamente l’iniziativa, hanno prese la parola i relatori, Giacinto Lo Faso, Pietro Lo Cascio e Giuseppe La Greca. Questi ultimi hanno illustrato quello che la massoneria, e specificamente la loggia “L’Eolia” di Lipari, ha rappresentato per l’attività politica, economica e sociale, per quasi 80 anni nel nostro arcipelago.

Nella seconda giornata un lungo ed appassionato intervento del Prof. Santi Fedele, Gran Maestro Aggiunto e docente di Storia contemporanea all’Università di Messina, ha illustrato la figura ed il sacrificio del Gran Maestro della Massoneria Italiana, Domizio Torrigiani al confino a Lipari tra il 1927 ed il 1929, leggendo, in conclusione, le parole apparse sul Bollettino della Gran Loggia di Francia nel 1932. “Durante i primi anni del Regime fascista Torrigiani si trovò a guidare la Massoneria in tempi resi difficilissimi dallo scatenarsi dell’orrore e della barbarie. Circostanze, a fronte delle quali, nessuno si è mai trovato né in Italia né altrove… Domizio Torrigiani resterà, nella storia massonica, il Gran Maestro martire”.

Il professor Santi Fedele, ha rievoca il 30 agosto del 1932 in cui Torrigiani, ormai malato e cieco morì. Una notizia la sua scomparsa che ebbe una vasto eco sulla stampa massonica internazionale. Il fascismo proibì persino che il feretro venisse onorato da familiari, fratelli e amici. La salma venne scortata solo dai fascisti e le ceneri deposte nella cappella di famiglia a Lamporecchio (Fi). Ma il regime non potè fermare e vietare le parole di commiato che i Fratelli del Goi in esilio rivolsero al “Gran Maestro martire”.

Parole contenute nella lettera circolare che ne annunciava la morte inviata a tutte le Comunioni estere: “Noi i Massoni esuli, proscritti, noi che conserviamo accesa la fiamma che ci fu affidata, noi che la persecuzione fascista obbliga a cercare in una terra diversa dalla nostra asilo per i nostri Templi, per i nostri vessilli, per i nostri archivi, per i nostri Lavori rituali, noi attendiamo con ansia il giorno in cui potremo rientrare nella nostra terra finalmente liberata; allora noi ci riuniremo, secondo il rito, attorno alla sua tomba e, dopo averla ricoperta di ramoscelli d’acacia, noi chiameremo per nome il nostro Maestro e sicuramente, all’ultima chiamata, tutti i massoni risponderanno per lui ‘Presente'”.

“E noi oggi – ha sottolineato Fedele, suscitando fortissima commozione – ripetiamo quel “Presente”! Qui riuniti a Lipari, attorno al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, a rinnovare il nostro commosso ricordo del Gran Maestro Martire, a rendere omaggio, in questo 70° anniversario della Liberazione, alla memoria dei nostri Fratelli vittime dello squadrismo fascista, caduti nella difesa della Spagna repubblicana, trucidati alle Fosse Ardeatine, e in uno con essi a tutte le donne e gli uomini d’Italia che hanno lottato e si sono sacrificati per la loro e la nostra libertà”.

L’intervento si è chiuso con un lunghissimo applauso da parte di tutti i partecipanti e con qualche lacrima di commozione da parte del relatore.

Ha, infine, concluso i lavori del convegno il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, che ha rivendicato come anche “la Massoneria italiana ha dato il suo grande contributo alla Liberazione dell’Italia dalla opprimente e sanguinosa dittatura nazifascista. Lo rivendichiamo con orgoglio ed a testa alta, ricordando figure come quella di Domizio Torrigiani, il Gran Maestro martire, che fu confinato prima a Lipari e poi Ponza e che morì cieco dopo essere tornato in libertà nel 32′. E quelle di tanti altri fratelli che combatterono per ripristinare quei valori di Libertà, Democrazia e Umana Fraternità che erano stati negati dal nazifascismo. Proprio da Lipari, terra di confinati, di uomini straordinari appartenenti a partiti e opinioni diverse, partì un forte e impetuoso messaggio di Libertà che oggi a 70 anni dalla Liberazione tutti noi abbiamo voluto ricordare “.

L’Ufficio Stampa