Isole minori, imposta di sbarco: C’è il decreto ma non mancano le resistenze. Il Sindaco mobilita gli albergatori

barconiDa Michele Giacomantonio, portavoce del Sindaco di Lipari:

Le nuove norme sull’imposta di sbarco, decisive per le economie delle isole minori

“Le nuove norme – varate dal Governo – sull’imposta di sbarco sono decisive per l’economia delle isole minori. In qualche modo può essere paragonata a quella che fu la legge per l’imposta sulla pomice la famosa legge n.10 dell’5 gennaio 1908 per l’economia del Comune che permise di esonerare per molti anni gli abitanti di Lipari dei tributi locali. Oggi questo non è possibile ma certamente essa contribuirà a contenerli non facendo pesare sui residenti alcuni costi come la pulizia delle spiagge, il diserbamento dei sentieri, i doppi turni di spazzatura in estate, il lavaggio delle strade, ecc.”.

E’ uno dei passaggi centrali delle dichiarazioni che il Sindaco, Marco Giorgianni, ha rilasciato ieri sera in un incontro informale con un gruppo di albergatori non solo per metterli a conoscenza dell’importanza del decreto legge n. 126 del 31.10.2013 “Misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.256 del 31-10-2013), ma anche del fatto che, se pur i provvedimenti sono immediatamente esecutivi, per essere realmente acquisiti devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni altrimenti decadono. E siccome le resistenze non mancano è bene che ciascuno si attivi presso le proprie parti politiche perché il provvedimento che è stato già presentato al Senato nella giornata di ieri 4 novembre, giunga a buon fine.

Abbiamo già detto come questo decreto sia il frutto di un’azione determinata e attenta della nostra Amministrazione ed in particolare del Sindaco Giorgianni che ha avuto al suo fianco il sen. Gianpiero D’Alia, Ministro per la Pubblica Amministrazione, sempre attento alle esigenze delle nostre isole. Il Sindaco su questo progetto è riuscito a coinvolgere prima l’ANCIM della Sicilia che lo ha fatto proprio e quindi a sensibilizzare il Ministro Del Rio titolare del dicastero delle autonomie locali e quindi lo stesso Presindente Enrico Letta.

Come si potrà comprendere leggendo i commi del decreto che ci riguardano (commi 19 e 20 articolo 2) viene superato il precedente provvedimento non solo perché alza la percentuale di imposta fino al 2.30 per centro ordinariamente ed a 5 per cento per periodi di tempo determinati ( il riferimento è ai cosiddetti “barconi” operanti nei periodi estivi) ma anche perché amplia la platea a cui può essere applicata l’imposta: non più solo le “ compagnie di navigazione che forniscono collegamenti di linea” ma anche “ imbarcazioni che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, abilitati e autorizzati ad effettuare collegamenti marittimi verso l’isola”. Cioè anche le navi da crociera.

Naturalmente la norma lascia ai Comuni, tramite l’approvazione di un apposito regolamento da approvare in Consiglio comunale, di stabilire aliquote e navigli soggetti all’imposta.

Infine la norma consente ai Comuni di utilizzare il gettito del tributo non solo a finanziare – come precedentemente – interventi in materia di turismo ma anche “ interventi di fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali ed altresì interventi in materia di polizia locale e sicurezza, di mobilità e viabilità, di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.

Ma di quanto potrà essere questo gettito per il nostro Comune? Certo tutto dipenderà da quello che deciderà il Consiglio Comunale in ordine alle aliquote ed ai soggetti che verranno interessati. Ma per le entrate relative ai mezzi pubblici di linea si può pensare che si arrivi anche a 500 mila euro, un altro milione di euro potrebbe ricavarsi dai “barconi” e qualche centinaio di migliaia di euro dai croceristi se si deciderà di applicare anche ad essi il tributo.

Infine il Sindaco ha ricordato che quella di cui discutiamo è una tassa di scopo che prima di essere movimentata va incassata. Per quanto riguarda l’anno in corso sebbene questa l’entrata di questa imposta fosse stata prevista in bilancio per finanziare le feste del Santo Patrono e per la manifestazione delle Vele nere, ad essa si è ricorso solo in piccola parte giacché a queste iniziative si è fatto fronte per lo più con contributi volontari dei privati e con un contributo della Presidenza del Consiglio regionale, ma siccome devono essere utilizzate per l’anno in corso andranno a riequilibrare il Bilancio consuntivo.

 

Pubblichiamo di seguito i commi del decreto che riguardano l’imposta di sbarco per le isole minori.

“19. Il comma 3-bis dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ sostituito dal seguente:

“3-bis: I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori possono istituire,

con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, in

alternativa all’imposta di soggiorno di cui al comma 1 del presente articolo, un’imposta di sbarco, da applicare fino ad un massimo di

euro 2,50, ai passeggeri che sbarcano sul territorio dell’isola minore, utilizzando compagnie di navigazione che forniscono

collegamenti di linea o imbarcazioni che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, abilitati e autorizzati ad

effettuare collegamenti marittimi verso l’isola. L’imposta e’ riscossa, unitamente al prezzo del biglietto, da parte delle

compagnie di navigazione o dei soggetti che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali e che sono responsabili del

pagamento dell’imposta, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, della presentazione della dichiarazione e degli ulteriori adempimenti

previsti dalla legge e dal regolamento comunale, ovvero con le diverse modalita’ stabilite dal comune con regolamento ai sensi del

predetto articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, in relazione alle particolari modalita’ di accesso alle isole. Per

l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile d’imposta si applica la sanzione amministrativa dal 100

al 200 per cento dell’importo dovuto. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta si applica la sanzione

amministrativa di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni. Per tutto quanto

non previsto dalle disposizioni del presente articolo si applica l’articolo 1, commi da 158 a 170, della legge 27 dicembre 2006, n.

296. L’imposta non e’ dovuta dai soggetti residenti nel comune, dai lavoratori, dagli studenti pendolari, nonche’ dai componenti dei

nuclei familiari dei soggetti che risultino aver pagato l’imposta municipale propria e che sono parificati ai residenti. I comuni

possono prevedere nel regolamento modalita’ applicative del tributo, nonche’ eventuali esenzioni e riduzioni per particolari fattispecie

o per determinati periodi di tempo; possono altresi’ prevedere un aumento dell’imposta fino ad un massimo di euro 5,00 in relazione a

determinati periodi di tempo. Il gettito del tributo e’ destinato a finanziare interventi in materia di turismo e interventi di fruizione

e recupero dei beni culturali e ambientali locali ed altresi’ interventi in materia di polizia locale e sicurezza, di mobilita’ e

viabilita’, di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nonche’ dei relativi servizi pubblici locali.”.

20. I regolamenti comunali adottati alla data di entrata in vigore del presente decreto sono fatti salvi nella parte in cui sono in

linea con le disposizioni introdotte dal comma 19 e sono, comunque, resi conformi alle medesime disposizioni, entro il termine di

approvazione del bilancio di previsione, pendente alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Art. 3

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e

sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.”