Iacolino : la schiavitù di chi lavora nei campi e la loro enorme dignità

di Gianni Iacolino

il dott. Gianni Iacolino

Non passa giorno che non compaiano articoli riguardanti i migranti. Una qualche tregua , ultimamente, dovuta alla pandemia ed ecco ,ora, una ripresa dell’attenzione subito dopo la proposta della ministra Bellanova di regolarizzare situazioni da terzo mondo. Dibattiti tecnici , valutazioni economiche e giuridiche, ricerca di ogni cavillo per affossare la proposta e mai un giudizio che metta al centro l’uomo , l’emarginazione e la sofferenza.

Eppure sono sotto gli occhi di tutti le sofferenze fisiche e lo svuotamento spirituale di mandrie umane di giovani disperati senza alcuna prospettiva ,schiavizzati, sofferenti nel fisico e nell’animo.

Ne ho viste migliaia di questi giovani, curandone tanti, nella infernale baraccopoli di Borgomezzanone vicino Foggia, sfruttati in modo disumano nei periodi di raccolta e poi abbandonati fra lamiere , cartoni e sporcizia.

L’unica fortuna che hanno ancora è l’enorme dignità che li distingue dai loro carnefici .