Acqua gialla: problema verso la soluzione

Dopo il controllo alle utenze riscontrata una eccessiva presenza di ferro. Tavolo tecnico al Comune il 16 giugno, L’acqua del nuovo e non ultimato dissalatore, come in altre località, aggressiva per le condotte; richiesta la diminuzione delle produzione a 2000 mc , il resto arriverà con le navi.

da sin. il dirigente Ficarra, il vicesindaco Orto, il sindaco Giorgianni e il capo area Meduri
da sin. il dirigente Ficarra, il vicesindaco Orto, il sindaco Giorgianni e il capo area Meduri

Innalzamento dei parametri di ferro, in eccesso di gran lunga da quelli previsti dal D. Lgs n° 31 /2001 con esclusione di presenze di natura batteriologica. E’ quanto emerge dalle analisi dell’acqua gialla prelevata dalle utenze che hanno segnalato il problema. Il consulente dell’Amministrazione , il biologo Giuseppe Zaffino ha chiarito che il fenomeno deriva dalla notevole presenza di ferro che genera l’ossidazione delle rete di distribuzione secondaria a causa della troppa aggressività dell’acqua. “ Il fenomeno- si legge in una nota del sindaco Marco Giorgianni e del vicesindaco Gaetano Orto- si è verificato in altri territori ove la distribuzione e l’erogazione avvengono attraverso impianti di dissalazione similari o identici a quelli del Comune di Lipari ; negli stessi la qualità dell’acqua prodotta attraverso processi di osmosi inversa su cui si basa anche quello di Lipari risulta, anche se con parametri nella norma ai sensi del D.Lgs n° 31/ 2001 di caratteristiche aggressive ed è quindi potenzialmente corrosiva per le condotte metalliche”. Il sindaco Marco Giorgianni e il vicesindaco Gaetano Orto, come annunciato oggi in una conferenza stampa alla presenza del dirigente Mirko Ficarra e del capo area Carmelo Meduri, hanno quindi chiesto al Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti , al direttore del Dipartimento prevenzione dell’Asp di Messina , alla società Gedis che gestisce il dissalatore di Lipari e alla Geomar che si occupa della manutenzione degli impianti e dell’erogazione dell’acqua di partecipare ad un tavolo tecnico , il prossimo 19 giugno , alle 10,00 , per valutare tutti i fattori e le concause che hanno provocato il fenomeno e, conseguentemente, adottare i dovuti accorgimenti e provvedimenti per eliminare il problema. Problema che, se causato come sembra dal dissalatore, dovrebbe risolversi nelle prossime ore. Considerato , infatti, che il fabbisogno per l’isola di Lipari è di 5000 mc al giorno d’acqua, è stato chiesto alla società che gestisce il dissalatore di produrne soltanto 2000 evitando quell’aumento che determinerebbe l’aggressività dell’acqua. I restanti 3000 mc giornalieri arriveranno con le navi cisterna .

Ora, non è clamoroso tutto questo, come annunciato ieri ? Stiamo parlando di un dissalatore nuovo ma non ancora completato e che, quindi, anche per questo, provocherebbe i disagi dell’ultimo mese in relazione alla richiesta di aumento, da parte del Comune, della produzione a 5000 mc. Se le cose stanno così, Lipari come avrebbe potuto mai affrancarsi dalla navi cisterna e la Regione come può pretendere che ciò avvenga? Le condotte, poi, vista l’aggressività dell’acqua, hanno subito danni ? E chi pagherà ? Di sicuro, come emerso nella conferenza di oggi, l’Amministrazione se ci saranno delle responsabilità si tutelerà nelle sedi opportune nell’interesse degli utenti.

UNO STRALCIO DELLA CONFERENZA STAMPA DI OGGI

DAL DIPOR 1