di Gianni Iacolino

Se ci sono aziende, attività commerciali, istituzioni che onorano la nostra comunità, nei primi posti metterei il Museo Archeologico Bernabò Brea, la SEL , il ristorante Filippino, l’edicoa-libreria Belletti. Se dovessi seguire , nell’elencare, un ordine cronologico , l’edicola di Belletti, così la intendiamo, starebbe forse al primo posto.
Dico questo per sottolineare che la famiglia Belletti ha garantito e promosso l’informazione e la cultura per quasi un secolo ,offrendo anche professionalità e garbo in un locale ampio ,accogliente ed intimo allo stesso tempo, un angolo di quiete e riflessione in un contesto, a Lipari, dove sembra ormai spadroneggiare ansia, irritabilità , edonismo cafone e fine a se stesso. Mimmo Belletti ha saputo mantenere, fra mille sacrifici e tanta abnegazione, una dirittura professionale improntata ad etica di altri tempi e spiccata professionalità.
Questa mia nota nasce non per tessere lodi mercenarie e non richieste, ma per sottolineare un aspetto che va attenzionato in un periodo di crisi delle edicole e delle librerie.
É possibile che né l’amministrazione , né il consiglio comunale si rendano conto che , nell’indifferenza, si rischia di perdere un bene insostituibile ? É dovere di un’amministrazione sensibile fare di tutto per evitare un simile rischio, mettendo in moto iniziative atte a sostenere il difficile compito di portare avanti un compito così oneroso come un’edicola-libreria in tempo di crisi.
Lipari , senza una libreria, sarebbe il deserto.










