L’ANCI Sicilia lancia un grido d’allarme all’Assemblea Regionale, denunciando i paradossi finanziari e sociali che stanno strangolando i Comuni. Nonostante le entrate regionali siano floride, con un avanzo che supera i 2,15 miliardi di euro, aumenta in modo preoccupante il numero di enti locali in dissesto. Il paradosso chiave è che, mentre aumentano le esigenze sociali e sanitarie dei cittadini, i fondi destinati ai Comuni subiscono tagli implacabili. Il presidente Amenta e il segretario Alvano esigono un confronto immediato per evitare che i servizi pubblici essenziali collassino.
Il crollo finanziario: Da 913 a 287 milioni
Il Fondo delle autonomie locali è stato ridotto di due terzi dal 2009, passando da 913 a soli 287 milioni di euro, creando un divario insostenibile. Questo ha costretto i Comuni a coprire con 585 milioni di euro la spesa per i servizi sociali, ricevendo dalla Regione appena 30 milioni. Servizi vitali come l’assistenza per disabili psichici, l’assistenza domiciliare e il sostegno agli alunni Asacom sono gravemente sottofinanziati, con richieste di fabbisogno che superano di gran lunga i fondi effettivamente stanziati.
Rifiuti, strade e istituzioni dimenticate
Le criticità non si fermano al sociale. Le inefficienze strutturali nella gestione dei rifiuti e i costi di trasporto esterni fanno lievitare la Tari, compromettendo gli equilibri comunali. Inoltre, i capitoli di spesa per la manutenzione di strade, scuole e il fondo di progettazione sono stati azzerati, lasciando i territori senza risorse per lo sviluppo e l’infrastruttura. L’ANCI sottolinea anche la debolezza istituzionale, dato che la Sicilia resta l’unica regione senza un Consiglio delle Autonomie Locali. L’appello è chiaro: la Regione deve intervenire subito per un radicale cambio di passo.









