Tributi Italia: in Consiglio scoperta… l’acqua calda

consiglio comunaleLipari- Nel Consiglio comunale di questa mattina che non ha trattato il Piano di utilizzo del demanio marittimo per mancanza del numero legale (dopo l’uscita dei consiglieri incompatibili Bertè , Rifici e Biviano), è tornato alla ribalta lo scandalo della società Tributi Italia, vicenda con una procedura fallimentare in corso con riflessi negativi anche per l’ente eoliano. Tra i tanti comuni italiani, ha interessato anche quello di Lipari ( incarico dato nel 2011 dalla precedente Amministrazione), per 400 mila euro di imposte riscosse e non versate nelle casse dell’ente.

A ricordare la cospicua somma andata in fumo per l’ente eoliano, ( all’ordine del giorno le tariffe sulle affissioni pubblicitarie, argomento anche questo non trattato) è stato il consigliere del gruppo misto Antonio Casilli il quale ha fatto anche presente che al Comune saranno riconosciuti soltanto 23 mila euro. “ Avevo già denunciato la questione durante la precedente consiliatura- ha detto- e continuo a rimanere contrario all’affidamento all’esterno della riscossione .

Sulla questione il consigliere di maggioranza, Giacomo Biviano, ha invitato l’Amministrazione alla verifica delle procedure attuate ricordando , comunque, come sia aumentata negli ultimi quattro anni, nonostante le difficoltà la capacità di riscossione del Comune. Il sindaco Marco Giorgianni, invece, da Palermo, ribadisce che è opportuno affidare all’esterno al riscossione. “ Perché – ha dichiarato- dopo quello scandalo, la legge è cambiata . Noi non avremmo mai incaricato Tributi Italia in base all’evasione accertata. Oggi la normativa prevede che le società incassino le loro spettanze in base a quanto effettivamente riscosso”.