Le vesciche restano la prima causa di disagio nei trekking estivi e una delle ragioni più frequenti di abbandono nei cammini di più giornate. Il caldo amplifica le condizioni che ne determinano la formazione: la sudorazione abbondante, le temperature elevate all’interno della scarpa, lo sfregamento prolungato su distanze importanti. Sui percorsi che si estendono per più giorni, dove il piede non recupera tra un’uscita e l’altra, il problema diventa cumulativo e può compromettere l’intera esperienza.
Su questo tema si è concentrato il lavoro di Elbec, azienda fondata da Federico Sordini in Val Pettorina, ai piedi della Marmolada, che ha sviluppato una linea di calze tecniche specificamente pensate per ridurre il rischio di formazione delle vesciche nei percorsi di lunga durata.
La scelta della lana merino e la treccia brevettata
Sul piano della materia prima Elbec utilizza lana merino extra fine certificata no mulesing, proveniente da allevamenti italiani biologici e lavorata senza trattamenti al cloro.
La fibra assorbe l’umidità fino al 40% del proprio peso e la rilascia rapidamente verso l’esterno, mantenendo asciutta la zona di contatto con la pelle. È un comportamento che incide direttamente sul rischio di vesciche, perché interrompe l’accumulo di acqua a contatto con la cute. La lana merino svolge inoltre una funzione di isolante termico naturale, attenuando le oscillazioni di temperatura interne alla scarpa, e rilascia in piccoli quantitativi la lanolina, sostanza cerosa con proprietà emollienti e cicatrizzanti che protegge la pelle dalle sollecitazioni meccaniche.
Consapevole di queste proprietà, Elbec ha sviluppato un apposito filato brevettato, che impiega anche per la realizzazione delle calze da trekking anti vesciche presenti in catalogo. Si tratta di un tessuto composto al 60% da lana merino extra fine e al 40% da polipropilene, con i due materiali avvolti a treccia. Il polipropilene, fibra sintetica con caratteristiche idrofobiche, trasferisce attivamente l’umidità verso l’esterno, accelerandone l’evaporazione e impedendo alla calza di saturarsi nel corso di un’attività prolungata. Il filato a treccia dissipa inoltre rapidamente il calore prodotto dall’attrito, distribuendolo verso le aree circostanti e impedendo il surriscaldamento puntuale delle zone più sollecitate. Sono due funzioni che agiscono direttamente sulle cause della formazione delle vesciche descritte sopra.
I cuscinetti in merino e la cucitura ribattuta
Le calze da trekking anti vesciche di Elbec si contraddistinguono anche per il materiale impiegato nella spugnatura dei cuscinetti ammortizzanti, posizionati su tallone, pianta anteriore e dita, ovvero nei punti di maggiore sollecitazione (sulle calze per sci e sci alpinismo è previsto un rinforzo aggiuntivo sullo stinco). La maggior parte dei produttori realizza questi cuscinetti in poliammide, fibra sintetica più economica e di lavorazione industriale più semplice. Elbec utilizza invece lo stesso filato in lana merino del corpo della calza. La differenza ha una conseguenza tecnica precisa: la poliammide trattiene l’umidità a contatto con la pelle, mentre la merino la rilascia, mantenendo asciutta la zona di contatto anche nei punti di rinforzo.
Sul piano costruttivo, un ulteriore elemento riguarda il trattamento delle cuciture. Nelle calze tecniche di produzione industriale la cucitura sulla punta è uno dei punti più frequenti di formazione di vesciche, perché crea un rilievo che entra in contatto con le dita. Elbec realizza una cucitura ribattuta a mano verso il basso, all’interno della spugnatura in lana, ottenendo una superficie interna priva di rilievi senza ricorrere ai macchinari di maglieria utilizzati nella produzione di articoli sanitari ultratecnici. La soluzione consente di ottenere il risultato tecnico richiesto mantenendo il processo coerente con la dimensione artigianale della produzione.
Linea Nature e Linea Tech: due risposte allo stesso problema
Sul fronte dello spessore Elbec adotta un principio preciso: il piede subisce oscillazioni di volume durante la giornata e la calza tecnica deve compensare queste variazioni assicurando un’aderenza costante. Per questa ragione l’azienda non produce calze sottili, perché uno spessore minimo è necessario per ospitare le strutture interne di protezione del piede e mantenere stabile il rapporto tra piede e calzatura.
Il catalogo si articola su due linee principali. La linea Nature utilizza un filato 100% lana merino extra fine certificato GOTS (Global Organic Textile Standard), proveniente da allevamenti organici che non praticano il mulesing, non utilizzano pesticidi e nutrono gli animali con alimenti biologici autoprodotti. È la soluzione per chi privilegia la massima naturalità della composizione: i cuscinetti sono rinforzati con un filato a percentuale ridotta di merino (40%) per garantire la durata nei punti di maggiore usura.
La linea Tech impiega il filato brevettato in merino e polipropilene descritto in precedenza, e si rivolge a un utilizzo più intensivo. L’aggiunta del polipropilene aumenta la velocità di asciugatura e la resistenza meccanica della calza, caratteristiche che la rendono adatta ai trekking di più giorni e alle attività in cui la sudorazione è particolarmente abbondante. Le due linee condividono lo stesso approccio progettuale e si differenziano per composizione del filato e destinazione d’uso.
Per chi affronta un trekking estivo di più giornate, la coerenza tra questi elementi si traduce in un prodotto che mantiene asciutta la zona di contatto con la pelle, distribuisce le sollecitazioni meccaniche e protegge le aree maggiormente sollecitate dallo sfregamento.








