Il Consorzio Imprese Strombolane scrive a Regione, Protezione Civile e Autorità portuali per il porto: “Serve un intervento provvisorio immediato o salta l’economia locale”
Un’isola che rischia la paralisi. Dopo i danni provocati dalla mareggiata “Harry”, il ponte carrabile dell’unico approdo di Stromboli è sempre parzialmente inagibile e interdetto ai mezzi con massa superiore a 3,5 tonnellate. Una limitazione che sta producendo effetti pesantissimi sull’economia e sui servizi essenziali.
A lanciare l’allarme è nuovamente Vincenzo Cusolito, presidente del C.I.S. – Consorzio Imprese Strombolane, che ha inviato una nota ufficiale a tutti gli enti competenti: Genio Civile di Messina, Presidenza della Regione Siciliana, Dipartimento regionale della Protezione Civile, Comune di Lipari, Prefettura di Messina, Capitanerie di Porto di Lipari e Milazzo, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, oltre alle compagnie di navigazione Siremar Caronte & Tourist Isole Minori e Liberty Lines.
Secondo quanto evidenziato nella comunicazione, le precedenti segnalazioni sarebbero rimaste in gran parte senza riscontro. Unica apertura istituzionale quella del sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, che aveva fissato un incontro con una delegazione di imprese edili, poi saltato a causa delle avverse condizioni meteo-marine e della cancellazione degli aliscafi. Il primo cittadino avrebbe assicurato un confronto con gli enti coinvolti nella giornata di mercoledì 18.
Intanto, però, la situazione sull’isola si aggrava: paralisi del settore edile; gravi difficoltà di approvvigionamento per le attività commerciali; compattatori dei rifiuti quasi saturi e impossibilitati al trasferimento, con rischio igienico-sanitario; pericolo di interruzione del rifornimento carburante per la centrale elettrica; imminente esaurimento delle scorte del distributore; criticità negli approvvigionamenti alimentari.
“Si tratta dell’unico punto di accesso dell’isola – scrive Cusolito –. L’approssimarsi della stagione turistica rende la situazione ancora più drammatica, con un possibile danno economico irreversibile”.
Il Consorzio torna a chiedere con urgenza un sopralluogo tecnico immediato e un intervento provvisorio (come l’installazione di una struttura temporanea) che consenta il transito dei mezzi pesanti indispensabili ai servizi essenziali.Ed ancora, un cronoprogramma certo per il ripristino definitivo, con informazioni ufficiali alla popolazione.
In alternativa, viene proposta una soluzione straordinaria: consentire almeno una volta a settimana l’imbarco di camion di maggiore portata che restino a bordo della nave di linea, permettendo lo scarico diretto delle merci con mezzi inferiori a 3,5 tonnellate. Una procedura eccezionale che richiederebbe circa un’ora di sosta e che – secondo il C.I.S. – garantirebbe continuità agli approvvigionamenti evitando il collasso economico dell’isola.
“Non stiamo chiedendo l’impossibile – conclude Cusolito – ma una soluzione tecnica temporanea per superare l’emergenza. Ogni giorno perso aggrava i danni. È in gioco la sopravvivenza di decine di attività e di numerose famiglie”.
L’attenzione ora è rivolta al confronto annunciato per mercoledì, mentre sull’isola cresce la preoccupazione per un’emergenza che, senza interventi immediati, rischia di trasformarsi in crisi strutturale.










