Sommessamente

Arriva Natale, quello del consumismo s’intende, ma non, a quanto pare, per i commercianti eoliani. O meglio per quei pochi che cercano, stoicamente, di resistere . Nel centro storico di Lipari si lamenta la mancanza di attrazioni e quindi di gente che, in questo periodo, affolli i loro negozi. E via col festival delle foto che rappresentano la via principale dell’isola vuota, desolata, triste. Per alcuni è colpa dell’Amministrazione che non organizza nulla e che non apre il corso alle auto; per altri della vicina Milazzo ( o meglio, di una parte decentrata di essa) che offre di più ma che sicuramente , nel complesso e con le dovute proporzioni, non è messa meglio di Lipari.

Più o meno gli stessi discorsi di sempre in un’isola dove , da sempre, però, chi prova a mettere in piedi un’associazione dei commercianti che dovrebbe proporre, pungolare e collaborare con la stessa Amministrazione locale fallisce miseramente perchè la categoria, evidentemente, non riesce a far squadra per l’interesse comune.
Concertazione e associazionismo ? Storie vecchie : del resto basta dare uno sguardo ai prezzi, negli anni, della pazza
offerta turistica-ricettiva sui portali di prenotazioni. Eppure mentre gli attori continuano a piangersi addosso perdendo risorse e obiettivi c’è chi il Natale del consumismo lo celebra alla grande. E soprattutto fa affari d’oro nelle piccole realtà, proprio quelle dove l’offerta è limitata.
E’ la rete, cioè il mondo che ti entra in casa e che ormai, come mostrano le tendenze, ti fa stare al calduccio dandoti tutto o quasi ( forse tra poco, da Milazzo, arriveranno anche gli alimentari).
Ma i corrieri a Lipari non li vede nessuno ? Le centinaia di pacchi , contenenti merci varie, che ogni giorno arrivano sull’isola non vi dicono nulla ? Speriamo nuovamente ( lo diciamo da anni) di aprire una serie riflessione per salvare il commercio alle Eolie e per far risplendere le poche stelle di questa povera galassia…













