Scuola: quando spremere le arance diventa un problema

di Lina Paola Costa

Sono stata redarguita oggi ( ieri, ndr), alle 8.25, in corridoio alla presenza di tre colleghi gongolanti, per non aver fatto spremere le arance lunedì alla ricreazione nella classe in cui lavoravo.

Ma le arance sono arrivate in loco dopo la fine delle ricreazione, quando concludevo una seconda breve lezione a tema e mi accingevo a cambiare aula e disciplina di insegnamento, dopo aver lavorato sul curricolo e sul differenziato in contemporanea da sola, perché il sostegno sarebbe arrivato alla ricreazione.

Avevo proposto che le avrei spremute il giorno dopo le arance, al pomeriggio, così da rendere più distensivo e divertente l’input esperienziale, magari legittimandolo con un aggancio epistemologico multidisciplinare, cioè una lezione di scienze sugli agrumi.

Invece le arance erano guaste e non sono bastate per tutti, mi era stato detto, quindi se anche avessi indugiato non avrei avuto comunque nulla da spremere, lunedì mattina…

Ma se avessi indugiato, qualcun altro mi avrebbe fatto redarguire per il furto delle proprie ore di lavoro (come è già successo davvero) o dall’altra parte per la mancanza di puntualità nell’avvicendamento in un’altra classe dove subentravo per la lezione frontale curricolare, dando il cambio turno ad altra collega. E invece io alla puntualità e interezza delle lezioni tengo molto, in tutte la classi e in tutti gli ambiti disciplinari.

Io sono sicura che chi ha ispirato la polemica si sia sentito una regina oggi, ma vi prego non ditemi che questa sia la scuola.

Questa è la scuola che si vuole a Lipari, non quella che c’è fuori da qui e che contribuisco a “fare” da 37 anni.

PS.

A questo punto, al di là dei tentativi di collaborazione e mediazione organizzativa, non si deve dimenticare quanto segue. La spremitura delle arance nelle scuole – soprattutto se ad alto tasso di frequenza – va eseguita a norma di filiera igienica, non sulle cattedre, sui banchi, nelle aule dove si studia e dove il succo si spande laddove si riprende a lavorare…

Non è mansione dell’insegnante spremere arance per decine di alunni, o per classi accorpate, e chi compie quest’azione deve indossare cappellino e camice bianco, rispettando la profilassi e la procedura prescritta per chi somministra cibo in una comunità, oltretutto istituzionale.

Solo a Lipari i bambini vengono trattati da zozzi.