Il pianista e compositore sarà protagonista il 6 agosto alla Tenuta di Castellaro con la danzatrice Mariana Cerino Calazans nello spettacolo “In Motion”: un dialogo tra pianoforte e danza che invita a riscoprire il valore dell’ascolto, della lentezza e dell’autenticità
di Alessio Cioni
La prima impressione che restituisce Rosario Di Leo non è quella del musicista, ma quella dell’uomo. Si definisce con una sincerità disarmante: «Sono una persona semplice che guarda troppo al suo interno, in cerca di un equilibrio perfetto impossibile da raggiungere.» È una frase che racconta anche il suo modo di fare musica: non una ricerca della perfezione, ma un continuo dialogo con sé stesso.
Giovedì 6 agosto, nella suggestiva cornice della Tenuta di Castellaro, a Lipari, il pianista e compositore salirà sul palco insieme alla danzatrice Mariana Cerino Calazans per presentare “In Motion”, appuntamento della rassegna Sunset Live Music. Uno spettacolo in cui pianoforte e danza si incontrano per costruire un linguaggio comune, fatto di suoni, gesti e silenzi.
Dietro questo percorso artistico c’è una storia che parte da lontano. Il primo maestro è stato il padre, figura che ancora oggi accompagna ogni suo concerto.
«Mio papà è stato il mio primo maestro, se non il primo motivatore», racconta. Il ricordo lo riporta a quando, appena dieci anni, imparava contemporaneamente a guidare un’auto seduto sulle sue gambe e a suonare la pianola accanto a lui. Due immagini semplici, ma capaci di spiegare quanto gli affetti abbiano inciso sulla sua formazione.
Anche i brani che sceglierebbe per raccontare la propria vita parlano di emozioni più che di tecnica: “Rosa Morena” di Kurt Elling, legata a un periodo felice tra mare, musica e amori; la sua composizione “Odore di campagna”, specchio del suo mondo interiore; e l’album “Que Bom” di Stefano Bollani, simbolo di quella leggerezza che considera indispensabile per vivere meglio.

Il cuore dello spettacolo è racchiuso nel titolo. Per Di Leo il movimento non è soltanto un elemento scenico, ma il principio stesso della vita.
«La vita è movimento. La Terra gira, i pianeti girano, le galassie pure. Anche il suono è vibrazione. Il punto fermo è la fine di tutto.»
Da questa riflessione nasce “In Motion”, progetto pensato per dare una dimensione visiva alla musica attraverso la danza di Mariana Cerino Calazans. Un’idea maturata nella consapevolezza che oggi il linguaggio delle immagini sia diventato sempre più centrale.
Eppure, durante lo spettacolo, il dialogo tra i due artisti rimane aperto e spontaneo. «Talvolta guardarla danzare cambia il modo in cui interpreto il brano o anche solo il modo in cui lo percepisco», confessa il pianista.
Il progetto è nato pochi mesi fa grazie all’incontro promosso da Sergio Zinna e conserva ancora tutta la vitalità di un’opera in evoluzione. «È un esperimento tutto nuovo. Lo spettacolo non ha ancora una sua identità piena. È un work in progress.» Una sincerità che racconta un artista disposto a mettersi in gioco senza nascondere il valore della ricerca.
Anche il luogo avrà un ruolo speciale. Per Di Leo l’ambiente influenza profondamente l’ascolto e l’interpretazione.
«Il grande spazio aperto conferisce apertura d’animo e predisposizione all’ascolto.»
Se dovesse trasformare Lipari in musica sceglierebbe un accordo lidio, luminoso e aperto, lo stesso che John Williams utilizza per evocare la grandezza dello spazio e l’approdo verso qualcosa di positivo.
Nel corso della conversazione emerge un altro tema ricorrente: il valore del silenzio.
«Con i silenzi me la cavo abbastanza bene. Mi imbarazza di più scegliere la nota giusta, così come la parola adatta.»
Non è un caso che tra i brani del concerto ci sarà anche “Miscommunication”una composizione dedicata alla difficoltà di comunicare davvero, anche quando sembrano esistere tutti gli strumenti per farlo. Un’inquietudine che il compositore prova a trasformare in musica.
Quando il discorso si sposta sul presente, Di Leo riflette sul rapporto tra arte e società.
«La musica e l’arte, quella vera, possono esistere soltanto nella lentezza, nella dedizione e nell’attesa. Oggi non ci si può più permettere di fermarsi ad ascoltare, in silenzio, o anche solo a guardare un tramonto.»
Poi aggiunge, quasi fosse una promessa al pubblico di Lipari:
«Il 6 agosto noi il tempo lo fermeremo per un’oretta circa.»
Ai giovani musicisti consiglierebbe «tanta dedizione e sognare sempre», mentre, se non avesse scelto la musica, avrebbe voluto fare lo psicologo. Ma è la risposta finale a racchiudere il senso più profondo della sua visione.
«Vorrei essere ricordato come un artista e una persona autentica. L’autenticità è un valore chiave per me. Vivere nel modo più autentico possibile è l’unica strada che dà davvero senso alla vita.»
In un’epoca che corre sempre più veloce, Rosario Di Leo sceglie di rallentare. Non promette effetti speciali, ma un’esperienza capace di riportare al centro l’ascolto, la riflessione e il tempo condiviso. Forse è proprio questo il significato più autentico di “In Motion”: ricordarci che il movimento più importante non è quello delle mani sul pianoforte o del corpo nella danza, ma quello che la musica riesce ancora a generare dentro ciascuno di noi. Perché i concerti finiscono, gli applausi si spengono, ma le emozioni che ci rendono più autentici continuano a camminare dentro di noi. E forse il compito più alto dell’arte è proprio questo: non cambiare il mondo in un istante, ma cambiare, anche solo di poco, il modo in cui ciascuno di noi lo attraversa.











