Rifiuti: mezza sicilia nel caos per la chiusura delle discariche

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di Claudio Reale

La nuova bozza è partita da qualche ora. Ed è un documento di un centinaio di pagine che attende ancora il via libera da Roma. Sono ore frenetiche all’assessorato regionale ai Rifiuti: da mezzanotte, infatti, il vecchio regime sulle discariche è scaduto e – come Repubblica ha spiegato stamattina – in mezza Sicilia è scoppiato il caos: le discariche di Siculiana, Lentini e Motta Anastasia, infatti, agivano in deroga, e fino a quando l’accordo fra Regione e ministero dell’Ambiente non sarà firmato per la gran parte dei Comuni siciliani non è possibile scaricare l’immondizia. Il risultato si è visto già stamattina: cancelli chiusi a Siculiana, code chilometriche a Lentini, impossibilità di depositare l’immondizia a Motta Sant’Anastasia. Fino alle 11, nella discarica in provincia di Siracusa, una quarantina di camion con la spazzatura proveniente da Catania e da gran parte della Sicilia orientale è rimasta in attesa dell’autorizzazione: “Alla fine – spiega Marco Morabito della Sicula Trasporti – abbiamo dovuto rimandare i veicoli indietro. Le code arrivavano fino alla rotonda che si trova a buona distanza dai cancelli. Siamo rimasti in contatto con gli autotrasportatori, ma abbiamo le mani legate”.

Sul tavolo un paio di punti. Il primo nodo da sciogliere è la tempistica. dei termovalorizzatori, che il ministero dell’Ambiente vuole entro due mesi ma che al momento non sono previsti dal piano rifiuti. Sul tavolo anche la destinazione della Tari, per la quale l’accordo governo-Regione prevede un conto unico centralizzato ma che i Comuni incassano autonomamente. Stamattina il presidente della Regione Rosario Crocetta e l’assessore regionale ai Rifiuti Vania Contrafatto hanno intrattenuto continui contatti con Roma, ma se fino a stamattina l’ottimismo sull’imminenza dell’accordo era al top, adesso fra i tecnici dell’assessorato inizia a serpeggiare un po’ di scetticismo. In viale Campania, però, la convinzione che l’accordo arrivi entro stasera e che dunque si scongiuri il caos totale nella raccolta è ferma: “L’accordo – spiegano dall’assessorato – è sostanzialmente già pronto e abbiamo anche incassato tutti i pareri. Aspettiamo solo che Roma lo sblocchi”.

L’accordo dovrebbe risolvere il problema fino al 30 novembre. Entro allora dovrebbero prendere corpo vari punti concordati fra Palermo e Roma: dell’elenco fanno parte l’invio dei rifiuti fuori dalla Sicilia in nave, cinque termovalorizzatori e l’accantonamento temporaneo delle discariche di Siculiana e Gela, sprovviste dell’impianto di “biostabilizzazione” dell’immondizia. L’ordinanza – come spiega Repubblica oggi in edicola – prevede infatti che i rifiuti della Sicilia occidentale vengano conferiti a Lentini. Almeno sulla carta, da quando cioè la Sicilia avrà un regime di conferimento dei rifiuti in discarica. Un regime che al momento non c’è.

Anci Sicilia: “Sindaci pronti a gesti clamorosi”. “Siamo pronti, oggi, anche a gesti clamorosi pur di vedere affermata una qualunque scelta che consenta di superare questa continua emergenza e che possa restituire ai cittadini e anche ai turisti, una qualità dei servizi essenziali degni di uno Stato civile”. A dirlo sono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia. Per l’associazione dei Comuni siciliani ancora una volta sulla gestione dei rifiuti e sul sistema di regole da applicare “si gioca una partita in cui non ci sono vincitori ma solo sconfitti: i siciliani. Come per il sistema idrico integrato anche per i rifiuti assistiamo a logiche da Terzo Mondo. Si apre la stagione turistica e anziché attrezzarci di infrastrutture, servizi e attrazioni di varia natura, in Sicilia ‘si studia’ per lasciare un ricordo indelebilmente negativo, per riproporre ai cittadini la vergogna di servizi non degni di un paese occidentale e per fare esplodere un’emergenza che oggi è diventata di carattere igienico-sanitario”. “Discariche aperte e chiuse ad intermittenza – aggiungono -, cassonetti stracolmi in ogni angolo delle città, auto compattatori sempre in viaggio per centinaia di chilometri in giro per la Sicilia con una lievitazione dei costi che i sindaci sono costretti a far gravare sempre sulle spalle dei cittadini. Mesi e mesi, anni di balletti e scambi di responsabilità tra Roma e Palermo, tra il governo nazionale e il governo regionale, in un infinito scontro tra commissariamento sì e commissariamento no, tra chiusura delle discariche e apertura in deroga ad ogni norma di legge, tra termovalorizzatori sì e termovalorizzatori no e, non da ultimo, tra inchieste e scandali di ogni tipo”. “Siamo stanchi -concludono il presidente e il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani- di questo spettacolo insopportabile che pesa interamente sui cittadini e le cui responsabilità non possono gravare interamente sugli amministratori locali”.

Contrafatto: “Orlando guardi allo sfacelo di Palermo”. “L’attuale situazione dei rifiuti in Sicilia, con una raccolta differenziata al lumicino e un tasso di evasione della Tari alle stelle, e’ responsabilita’ di chi come il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, invece di risolvere i propri problemi cerca di scaricare sugli altri le colpe”. Cosi’ Vania Contrafatto, assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica utilita’, replica alle dichiarazioni dei vertici di Anci Sicilia sui rifiuti. “L’impianto Tmb di Bellolampo, costato 22 milioni di euro di soldi pubblici e costruito dalla Regione – aggiunge -, da mesi aspetta ancora di entrare a pieno regime; Palermo ha un tasso di raccolta differenziata ridicolo, al di sotto del 9%; la seconda fase della raccolta porta a porta,

costata 12 milioni di euro di fondi Fas, e’ ancora un’incompiuta; nel capoluogo siciliano mancano ancora le isole ecologiche e la raccolta va a singhiozzo. Anziche’ puntare il dito contro chi, in collaborazione con il governo nazionale, cerca di risolvere criticita’ del sistema ormai ataviche e consolidatesi nel tempo, Orlando guardi allo sfacelo di Palermo e provi a dare risposte ai cittadini che pagano le tasse: questo si’ che sarebbe un gesto clamoroso per lui”.