Il vulcano Stromboli è tornato a dare spettacolo con un nuovo e visibile trabocco lavico che sta affascinando residenti e visitatori dalle vicine isole di Panarea e Salina, oltre che da Stromboli stessa.
L’attività, documentata e comunicata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, è in corso sin dalla tarda mattinata di ieri.
Dall’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, l’INGV ha confermato un trabocco lavico in atto dall’area craterica Nord. Questo fenomeno sta alimentando un flusso di lava che si sta propagando nella parte alta della celebre Sciara del Fuoco. Al momento, il flusso lavico non ha ancora raggiunto il mare.
Il trabocco è accompagnato da una modesta ma continua attività di spattering (lancio di brandelli di lava incandescente) da almeno due bocche sempre nell’area craterica Nord. Questa dinamica sta innescando lo scivolamento di materiale caldo lungo la Sciara, con la conseguente formazione di sbuffi di polvere scura e il rotolamento di blocchi incandescenti.
È stato inoltre rilevato che gli sbuffi di cenere, a causa del vento, tendono a dirigersi verso il villaggio di Ginostra.
Parallelamente, nell’area craterica Sud, l’attività vulcanica prosegue regolarmente con le classiche esplosioni sommitali, il fenomeno che ha dato il nome all’attività vulcanica “Stromboliana” nota in tutto il mondo.
Lo Stromboli, soprannominato il “Faro del Mediterraneo” per la sua attività quasi persistente, continua così a manifestare la sua natura vulcanica con fenomeni che, seppur spettacolari, sono costantemente monitorati dall’INGV per garantire la sicurezza del territorio e della popolazione.











