Padre e figlio uniti nell’ultimo volo fatale sulla Gazzetta del Sud di oggi

Nelle regionali della Gazzetta del Sud di oggi la cronaca sulla tragedia al largo di Stromboli e la vita di Peppe Alabiso, il "dottore volante" sempre al limite

 

Nelle pagine regionali della Gazzetta del Sud di oggi , la cronaca del nostro direttore sulla tragedia al largo di Stromboli in cui sono morti Giuseppe ed Emanuele Alabiso, padre e figlio,  e la vita del recordman “dottore-volante” sempre al limite tra sport e motori.

Lipari- Sono stati ritrovati nella notte, intorno alle 3,30 , l’uno molto distante dall’altro, dopo dodici ore di ricerche a dodici miglia a nord di Stromboli , in un tratto di mare più vicino alla Calabria che all’arcipelago. Giuseppe Alabiso 61 anni e il figlio, secondogenito, Emanuele di soli 26, entrambi di Gela , dov’erano conosciutissimi, sono rimasti uniti fino alla fine. Fino alla tragedia dello schianto in mare, a bordo dello Storm 300, l’ultraleggero , biposto, con il quale erano partiti nel primo pomeriggio proprio da Gela diretti a Foggia. Aereo, tra l’altro, affidabile e mezzo delle molteplici imprese per il papà, recordman, Peppe, dentista e aviatore di successo. Un dentista-volante con una vita sempre al limite tra calcio, motori e appunto il volo. Ma qualcosa , proprio dopo Stromboli, è andato storto. Cosa, lo dovranno dire gli inquirenti e non sarà facile dal momento che questa tipologia di velivoli non ha scatola nera. In mare tra l’altro , dopo tutte le ricognizioni terminate alle 10,00 di ieri mattina con l’ultima motovedetta della Guardia costiera rientrata a Lipari, sarebbe stato recuperato soltanto un pezzo di alettone posteriore. Il che non aiuta di certo. Dunque, sono precipitati e, al momento, tra le varie ipotesi (avaria, malore, errore umano ?) non si sa perché. Dei due è stato ritrovato per primo, praticamente, irriconoscibile, il padre. Letteralmente dilaniato a tal punto che gli stessi soccorritori hanno avuto delle difficoltà; il figlio, invece, recuperato dopo, aveva visibilmente un braccio rotto . Il viaggio a Foggia era proprio per il ragazzo: si era iscritto al corso di odontoiatria presso l’Università pugliese e voleva seguire le orme di papà. Sono stati recuperati rispettivamente dalla motovedetta 322, la “salva profughi” del canale di Sicilia al comando del maresciallo Roberto Mangione e dalla 814 “ Monteleone” dei Carabinieri al comando del maresciallo Giovanni Cambria. Per ore hanno perlustrato, in lungo e in largo, il tratto di mare interessato e segnalato lunedì pomeriggio, nel lanciare la richiesta di soccorso, alla Direzione marittima di Catania , dal comando generale delle Capitanerie di Porto. Pare che, proprio la mobilitazione generale, sia scattata dopo l’ultimo contatto di uno dei due con una cella telefonica situata a Stromboli. I corpi, sono stati quindi trasferiti a Lipari dove sono rimasti per tutta la mattinata all’obitorio del cimitero prima di essere trasportati con la nave pomeridiana di Siremar CdI a Milazzo e quindi a al Papardo di Messina per lo svolgimento su entrambi dell’esame autoptico, come disposto dal sostituto procuratore di Barcellona P.G., Francesco Monaco.