Lo Cascio e le sane aspirazioni perdute dal Pd di Lipari

Pietro Lo Cascio
Pietro Lo Cascio

 Il Pd di Lipari dopo le riflessioni di Saverio Merlino. Pubblichiamo una nota di Pietro Lo Cascio de La Sinistra Eoliana.

Ho letto la lettera di Saverio Merlino dove si interroga su cosa sia diventato il PD, naturalmente a livello locale. Il PD amministra da oltre un anno questo paese insieme a una variegata compagine che, oltre all’UDC, comprende ex-fedelissimi del sindaco Bruno e persino un ex candidato a sindaco – per quanto effimero – del PDL: questa esperienza, che viene presentata come espressione del “centrosinistra”, sembra non coinvolgere emotivamente la base del PD locale, almeno a detta di Saverio, la cui analisi si conclude con l’esortazione a una maggiore partecipazione.

Conosco Saverio – sempre come molti di voi – da tanti anni: pur provenendo da storie politiche diverse, nel 2007 eravamo schierati insieme a sostegno della candidatura di Riccardo Gullo, e se oggi siamo su posizioni distinte, ciò non mi impedisce di riconoscere in lui una persona generosa, concreta, attiva – ha saputo coinvolgere la sua frazione in iniziative virtuose che rappresentano un modello per l’isola – e la paternità di importanti battaglie per la democrazia, in primo luogo quella sul punto nascita del nostro ospedale. Saverio può essere considerato, senza tanti giri di parole, una risorsa per questa comunità, e altrettanto vale per molti attivisti o elettori del PD. Oggi, però, queste risorse sembrano congelate, sospese, immobili, mute testimoni di un percorso che stride con la natura e l’essenza della loro appartenenza, della loro adesione a un progetto politico. Mi si perdoni l’indiscrezione nel rispolverare i panni altrui, ma questo progetto – non dobbiamo nascondercelo – parlava a chiare lettere di tante cose delle quali, oggi, non si parla più.

Un porto pubblico da realizzare in accordo con strumenti urbanistici concertati, rigettando la privatizzazione selvaggia della baia di Lipari. Un rilancio della nostra appartenenza ai Patrimoni dell’Umanità, attraverso l’applicazione del piano di gestione del sito Unesco. L’istituzione dell’area marina protetta, strumento primario per la gestione del nostro mare e delle attività produttive che ad esso sono intrinsecamente legate, e finanche del parco nazionale. Una gestione dei rifiuti innovativa ed economicamente conveniente per la collettività. Sono cose importanti, fondamentali, per imboccare la strada di uno sviluppo che sia davvero sostenibile e che si ponga prospettive coraggiose e lungimiranti. Eppure, nulla di tutto questo sta accadendo, come se tali obiettivi fossero relegati in una dimensione onirica e lontana, tra le utopie perennemente irrealizzabili. Persino laddove una sponda governativa dovrebbe facilitare l’applicazione di elementari aspirazioni, assistiamo al disinteresse eretto a sistema: mentre continuiamo ad alimentare i bilanci delle società di elisoccorso, il punto nascita dell’ospedale – di fatto – rimane inattivo, nonostante un governatore del PD sia venuto qui un anno fa a promettercelo.

Sarà sufficiente sperare in una rinnovata partecipazione della base del PD per scuotere Lipari da questo perdurante immobilismo, o – il sospetto è lecito – le adesioni a questo progetto politico sono state capitalizzate e instradate nella direzione sbagliata? Personalmente, propendo per quest’ultima tesi. Ma, in questo caso, devo chiedermi dove siano finite le aspirazioni democratiche e condivise di quella parte sana del paese a fianco della quale, per tanto tempo e con tanta passione comune, noi de La Sinistra abbiamo percorso un tratto della recente storia di Lipari.

Pietro Lo Cascio