Lipari: l’elipista sarà intitolata al prefetto Profili

Lipari- L’Amministrazione comunale intitolerà l’elisuperficie dell’ospedale al Dott. Renato Profili già Prefetto di Messina e cittadino onorario di Lipari, a perenne memoria di questo vero e sincero amico della comunità Eoliana.

profiliIl prefetto Renato Profili era nato a Napoli il 17 maggio 1942. Una lunga carriera la sua che lo ha portato alla guida di prefetture di primo livello, come Palermo e Napoli. Entrato in amministrazione nel 1968, Profili tornò a Napoli otto anni dopo incarichi a Genova e Reggio Calabria per poi assumere, nel 1981, la guida dell’ ufficio stampa della prefettura di piazza del Plebiscito. Una passione, quella per il giornalismo, coltivata in gioventù fino a ottenere il tesserino come pubblicista. Capo di gabinetto e poi vicario a Napoli, promosso prefetto nel 1991, nell’ agosto dell’ anno successivo Profili va a Potenza, quindi a Pavia prima di approdare, nel 1995, in Sicilia:

Messina e, tre anni dopo, Palermo, dove resta fino al 19 maggio 2003, quando il ministro dell’ Interno Giuseppe Pisanu lo sceglie come prefetto di Napoli. A gennaio 2007 Profili lascia piazza del Plebiscito per un incarico al Viminale, a luglio 2008 il ministro Sandro Bondì lo chiama come commissario per la bonifica e il rilancio degli Scavi di Pompei.

Nelle acque spesso agitate che un servitore dello Stato deve inevitabilmente attraversare, Profili si muoveva con umanità e semplicità, convinto che il dialogo, alla fine, avrebbe indicato la strada giusta anche nei momenti più difficili. A chi gli rivolgeva complimenti per il proprio lavoro, era solito rispondere: «Ho soltanto fatto il mio dovere di servitore dello Stato».

L’alto merito civile del Prefetto Renato Profili ha condotto il nostro Consiglio Comunale, nel corso dell’anno 2000, a riconoscergli la cittadinanza Onoraria per il coraggio e la generosità con cui egli si è contraddistinto negli anni di reggenza della Prefettura di Messina nei confronti del territorio delle Isole Eolie, che tanto amava ed ammirava.

Giuseppe La Greca