di Francesca Piscioneri
ROMA (Reuters) – Il Consiglio dei ministri di oggi ha varato in via definitiva i primi due decreti attuativi del Jobs act consentendo alle imprese che lo vorranno di assumere dal 1° marzo 2015 con contratto a tutele crescenti, cioè a tempo indeterminato ma senza i vincoli dell’articolo 18.
Il lavoratore potrà ottenere, in caso di licenziamento senza giusta causa, un risarcimento monetario crescente in base all’anzianità di servizio, per un massimo di 24 mensilità, ma avrà diritto al reintegro solo in caso di discriminazione, licenziamento nullo o per motivi disciplinari quando il fatto contestato è insussistente.
Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi stimando che nei prossimi mesi 200.000 lavoratori con contratti a progetto (co.co.pro) avranno un lavoro stabile.
“Oggi è un giorno atteso da molti anni da una parte di italiani ma atteso anche da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato”, ha detto il premier.
Secondo il rapporto Ocse presentato ieri, se le riforme del governo saranno portate a termine, in cinque anni ci sarà un incremento degli occupati in Italia di 340.000 unità.










